Foro Italico

Foro Italico

Il Piano Regolatore di Roma del 1909 indicava, nell’ampia zona denominata Prati della Farnesina, lontana dal Centro storico, un’area con generica destinazione a verde pubblico. Su questo spazio, Renato Ricci Fondatore e presidente dell’O.N.B. (Opera Nazionale Balilla) organizzazione che aveva lo scopo di educare la gioventù al Fascismo e alla sua dottrina anche grazie alla disciplina sportiva, decide di progettare, insieme all’architetto Enrico Del Debbiol’Accademia con uno stadio annesso per praticare l’atletica e la ginnastica: lo Stadio dei Marmi.

Nasce così il Complesso del Foro Italico che, nel corso degli anni successivi vide la presenza ed il contributo, tra gli architetti progettisti, anche di Luigi Moretti. Il Foro Mussolini, il cui nome nel tempo si trasformò in Foro Italico, non nacque con un progetto unitario e completo; nel corso degli anni si progettarono altri importanti edifici per svolgere e praticare le più diverse discipline sportive.

L’architetto Moretti disegnò la straordinaria Casa della Scherma, a ridosso della collina di Monte Mario, poi fu la volta dello Stadio Olimpico​, dello Stadio del Tennis, delle Piscine sia coperte che scoperte e dell’innalzamento del grande obelisco di Mussolini collocato all’ingresso principale del complesso, di fronte al Ponte Duca D’Aosta. Il Complesso del Foro Italico, nel corso degli anni, è diventato parte integrante del tessuto urbanistico di Roma, collocato tra il quartiere Della Vittoria e la zona della Farnesina, di Vigna Clara e della Cassia in riva destra del fiume Tevere.

Gli impianti sportivi, originariamente costruiti, sono stati nel corso degli anni quasi tutti oggetto di importanti e sostanziali lavori di ristrutturazione ed hanno ospitato le più importanti manifestazioni sportive come gli Internazionali di Tennis.

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Architettura razionalista