I Soliti Ignoti

Il film è uno dei capolavori assoluti del regista Mario Monicelli, nonché l’esordio ufficiale di un nuovo genere cinematografico, in seguito ribattezzato Commedia all’italiana che eredita dal neorealismo la trattazione di temi drammatici con ambientazioni popolari ma stavolta in chiave ironica.

Girato nel 1958 doveva essere, negli intenti, una parodia dissacratoria di alcune pellicole famose di genere noir francese o gangster americano, ma successivamente acquisisce connotazioni uniche e fortemente innovative, intrecciando situazioni comiche alle problematicità della vita quotidiana di un’Italia che stenta a scrollarsi di dosso l’eredità pesantissima del secondo conflitto mondiale.

Il canovaccio su cui si snoda la storia è liberamente tratto da una novella di Italo Calvino, Furto in una pasticceria, ossia la preparazione di un colpo che si risolve con un clamoroso insuccesso.

A costituire un punto di forza della pellicola fu anche un cast eccezionale.

Il personaggio del protagonista, Peppe er Pantera (l’unico all’inizio incensurato), inizialmente pensato per Alberto Sordi fu affidato ad un giovane Vittorio Gassman alla sua prima esperienza nel cinema comico. Accanto un altro “mostro sacro” come Marcello Mastroianni, che qui interpreta un fotografo a corto di lavoro. Altri personaggi importanti erano Renato Salvatori, giovane disoccupato proveniente da un istituto religioso per bambini abbandonati, che si dibatte tra piccoli furti e i sensi di colpa derivanti dalla sua educazione “collegiale”.

Indimenticabile Tiberio Murgia, grande caratterista di origine sarda che qui interpreta, doppiato, un siciliano molto tradizionale; Carlo Pisacane, grande attore di teatro napoletano che da quel film in poi sarà sempre ricordato come Capannelle. Notevole il cameo di Totò, che qui interpreta un vecchio scassinatore che farà da “maestro” agli aspiranti svaligiatori, disegnando un personaggio, Dante Cruciani, che rimarrà nella storia del cinema italiano. Le nuove leve sono rappresentate dalla ventenne Claudia Cardinale, al suo esordio assoluto in Italia e dalla diciassettenne Carla Gravina.

La Roma che fa da sfondo ad alcune memorabili scene è quella dei quartieri popolari, magari di recente costruzione e in disordinata espansione, la periferia degradata che ancora convive con le borgate, habitat naturale del sottoproletariato urbano al quale i protagonisti appartengono.
Nella scena iniziale, il tentato furto di un’auto è girato in via Alesia, una strada chiusa, vicino Porta Metronia.

Altra location a cui vengono dedicate molte riprese è il luogo dove dovrebbe svolgersi il furto architettato dalla banda del buco ossia l’agenzia dei pegni che è situata nella centralissima via delle Tre Cannelle.
Una delle scene finali, che vede la morte di uno dei protagonisti della storia, si svolge nella zona del vecchio mattatoio di Roma, nella zona di Testaccio.

Share this: