Il Natale in tavola nel Lazio

Piatti classici dai sapori inconfondibili, ma anche qualche stravaganza, considerato il periodo possiamo anche accettarla! D’altronde, la cucina, sarà uno dei pochi elementi, insieme all’albero e al presepe, rigorosamente, a casa propria, a immergerci nel clima natalizio!

Primi, secondi, contorni e dolci, ciò che caratterizza le tavole dei laziali, e non ce ne vogliano i tifosi, è proprio la genuinità. Basti pensare che pure l’ammazzacaffè da queste parti viene fatto in casa, con la genziana raccolta meticolosamente e nelle giuste quantità (serve il patentino) sul Terminillo!

La tradizione, però, vuole che si prepari una cena “di magro” per la Vigilia, mentre è lecito abbondare con pietanze più consistenti per il pranzo di Natale.

Ovviamente, per magro, non si intende, “leggero”. Si parte infatti con la frittura. Broccolo e baccalà sono il pol position per essere infarinati e immersi nell’olio bollente, quello d’oliva, perché un laziale doc, non frigge se non con l’olio d’oliva. Frittura carica, saporita e genuina! Poi l’anguilla marinara è un must!

Continuiamo il nostro pranzo di Natale. Tra i primi piatti, fra i quali primeggiano la pasta ai broccoli in brodo di arzilla e la minestra ai broccoli alla romana a base di cotenna, per accontentare sia gli amanti del pesce che quelli della carne. E ancora: bucatini al tonno, cappelletti in brodo di cappone, pomodori ripieni di riso, immancabili sulle tavole dei laziali, e la cacio e pepe, se ancora non sieste satolli.

Tra i secondi è riproposto il baccalà fritto. D’altronde è una ghiottoneria! Per chi volesse variare il tipo di pesce è possibile gustare un ottimo capitone marinato, accompagnato da un fritto misto di verdure. Per i carnivori, il famosissimo abbacchio al forno con patate, è immancabile, e se lo cucinate davvero bene, anche il vicino di casa vi suonerà, per unirsi alla vostra tavola, covid-19 permettendo.

Un altro piatto sempre a base di carne di agnello molto frequente nella cucina romana è la coratella in umido o con pomodorini, salvia e rosmarino.

Da non dimenticare la variante veg, almeno tra i contorni, ma può diventare tranquillamente un antipasto o secondo, sono i carciofi alla romana o alla Giudia!

Se avete ancora lo spazio per il dolci: il pan pepato e il pan giallo sono sul podio della tradizione, ovviamente al primo posto. Molto simili tra loro questi pani speziati e farciti con frutta secca, uvetta e cioccolato venivano addolciti solo con il miele (oggi si mette anche lo zucchero) a testimoniare la tradizione più umile, ma schietta e genuina della regione.

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