Il Sentiero del Redentore

Il più noto sentiero dei Monti Aurunci è probabilmente il sentiero del Redentore, localmente noto anche come “sentiero della statua”. Inizia da Maranola, graziosa frazione rapidamente raggiungibile da Formia, e si prosegue per una stradina asfaltata che, stretta e con qualche tornante, si arrampica sulla montagna.

Al quadrivio in località Campone (nel bosco, mentre davanti si apre una radura con un edificio) si continua a salire a destra fino a raggiungere in breve la tabella d’inizio sentiero, in vista del rifugio di Pornito (840 m). Si prende a salire a piedi lungo l’evidentissima traccia che sale a mezza costa. È un percorso antichissimo, utilizzato da almeno un millennio per raggiungere l’eremo di S. Michele Arcangelo incastonato tra le rocce di monte Altino. Al tratto iniziale, a fine primavera ravvivato da una strepitosa fioritura di salvia, seguono una serie di tornanti pieni di viole, potentille e centauree.

Dopo circa un’ora e mezza di comodo cammino si giunge all’eremo di San Michele, risalente all’830 d.C., ma ricostruito nelle attuali forme vagamente “goticheggianti” a fine Ottocento, dietro la cui facciata si apre una grotta.

Proprio la grotta è la meta di una antica processione con cui due volte l’anno si ribadisce l’attaccamento alla protezione che S. Michele garantisce alla gente di montagna, con i devoti di Formia e Maranola.

Il pellegrinaggio d’andata avviene l’ultima domenica di giugno, per portare la statuina del Santo. La processione parte all’alba e dopo circa tre ore, l’arrivo è seguito da una messa e dalla distribuzione di pane e quagliata, un formaggio di latte cagliato. Il ritorno processionale a Maranola, per riportare il simulacro di San Michele, avviene a fine settembre.

Sulle pareti rocciose soprastanti il piccolo santuario si scorgono i nidi di una colonia di balestrucci, una rondine raramente presente in ambienti così selvatici e spesso i voli maestosi di una coppia di corvi imperiali, ideale anche per gli amanti del birdwatching.

Da S. Michele si guadagna in breve la cima del Redentore, dove sorge una grande statua in ghisa di Cristo, una delle venti innalzate nel 1900 su altrettante montagne d’Italia.

La posizione è panoramica, e soprattutto le terse giornate invernali garantiscono panorami d’eccezione dal Vesuvio al Circeo, agli arcipelaghi pontino e campano. Alle spalle della vetta, si aprono verso la dorsale principale del gruppo pascoli aerei dove scovare le fioriture del verbasco e, più nascoste, quelle del giglio rosso.

Share this: