La necropoli di Monterozzi a Tarquinia

A 80 da Roma e 20 da Civitavecchia, la necropoli di Monterozzi a Tarquinia è un sito Unesco dal 2004 che si estende per 75 ettari e raggruppa circa 200 sepolcri. La particolarità di questo sito è data dalla vastità delle decorazioni pittoriche, tanto da costituire un fattore di eccezionale importanza, permettendo di capire l’evoluzione della civiltà etrusca.

Qui entriamo nelle loro case, li osserviamo mentre mangiano, intenti a banchettare, sdraiati su klinai, mentre i musici suonano e gli schiavi nudi servono le vivande; le pitture fotografano la vita reale del popolo etrusco e accompagnano il defunto nel suo percorso ultraterreno. Sono oggi visitabili, le Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca.

Tra le più famose la Tomba delle Leonesse, risalente al IV secolo, consiste in una piccola camera con tetto a doppio spiovente. Il dipinto raffigura uccelli che volano e delfini che saltano attorno a scene di vita dell’aristocrazia etrusca.

Nel cuore della necropoli, in corrispondenza di un terrazzo che si affaccia sulla piana costiera, si trova l’area archeologica della Doganaccia, contrassegnata dalla presenza di una svettante coppia di sepolture monumentali a tumulo, dette popolarmente del Re e della Regina e risalenti alla prima metà del VII secolo a.C. Si tratta del più grande monumento funerario di Tarquinia (40 metri di diametro), eretto in base al prestigio sociale del defunto e della sua famiglia. Il ceto aristocratico etrusco, utilizza queste costruzioni come manifestazione della propria ricchezza e del proprio potere.

Il tumulo “del Re” fu esplorato nel 1928 e, malgrado un saccheggio, conserva parte del corredo ceramico e i resti di un carro signorile; contiene una camera sepolcrale semi-costruita a pianta rettangolare allungata, accessibile da un ampio ingresso a cielo aperto, tanto spazioso da essere definito “piazzaletto”, all’interno del quale si dovevano svolgere cerimonie funebri. Il biglietto per vedere la necropoli di Tarquinia è abbinato a quello del Museo nazionale etrusco di Palazzo Vitelleschi.

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