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Longone Sabino

Paese di origine medievale a circa 800 m. mostra tuttora tracce delle mura e degli edifici di epoca feudale. Il luogo presenta l’assetto medievale, arroccato ad un colle in posizione difensiva, protetto da mura e attraversato da strette viuzze e vicoli in selciato. Contornato dai meravigliosi boschi del Monte Aquilone, il comune è costituito da 4 paesi: Longone Sabino, Roccaranieri, San Silvestro e Fassinoro, collocati tra i fiumi Velino e Turano, di fronte al Monte Terminillo. Questa valle è tra le più suggestive dell’Alta Sabina, non a caso da molti definita “piccola Svizzera”, proprio per i suoi particolari scenari naturalistici.

Longone Sabino festeggia i SS Cosma e Damiano il 26 settembre con un antico e suggestivo rito; con il calare del sole tutte le luci vengono spente e dalla chiesa dedicata ai due santi s’incammina, lungo le vie del borgo, una processione illuminata solo dalla luce delle candele. Nello stesso momento, su un colle poco distante, vengono accese grandi fascine di ginestre essiccate, dette “foconi”. Questo rituale molto suggestivo, a ricordo del fuoco dal quale uscirono indenni i Santi Martiri Cosma e Damiano condannati poi alla decapitazione. Non si conosce con precisione a quando risalga l’istituzione della festa, secondo le fonti sarebbe stata portata dai monaci greci nel Medioevo, perché i due Santi Cosma e Damiano furono forse ospiti dell’Abbazia di San Salvatore, perla del patrimonio monumentale dell’intera provincia.

Da visitare è la Chiesa di S. Antonio costruita nel XVII sec., al suo interno contiene una tela raffigurante il santo.  Il 16 agosto di ogni anno viene organizzata la sagra della braciola di pecora, grande manifestazione culinaria di successo, alla quale accorrono da sempre migliaia di persone provenienti da tutto il Lazio. La genuinità e la bontà della carne è garantita non solo perché proveniente dalle greggi di pecore che pascolano nel territorio della Sabina, ma anche dal fatto che viene condita con sapori ed aromi tipici e del tutto naturali: olio d’oliva, rosmarino ed aceto. Dopo la cottura alla brace su apposite graticole, la carne viene servita su piatti e scodelle di coccio che si possono tenere come ricordo di una giornata trascorsa all’insegna della buona cucina casereccia e dell’allegria con l’intrattenimento di un complesso musicale.

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