Piazza del Popolo

Piazza del Popolo è una delle piazze più famose di Roma. La piazza è l’ultima grande realizzazione, e tra le più scenografiche, della Roma papale. La struttura urbanistica dell’area è legata alla storia dei pellegrinaggi, in modo particolare a quelli legati alle celebrazioni dell’Anno Santo, infatti la Porta Flaminia, ingresso nord della città, era un passaggio obbligato per la maggioranza dei pellegrini.

Ma alla bellezza di questa piazza, definita il “salotto buono” della Capitale, si affianca una curiosa leggenda nata nel Medioevo. Pare infatti che nei pressi del Pincio fosse cresciuto un noce dove si pensava fossero state sepolte le ceneri di Nerone. Proprio per questa ragione, tutti erano convinti che lì si aggirasse lo spirito dell’antico Imperatore! Papa Pasquale II, nel 1099, in pieno Medioevo, fece perciò abbattere il noce e al suo posto edificò una chiesa intitolata alla Madonna che, siccome era stata costruita a spese del popolo romano, fu chiamata Santa Maria del Popolo e da qui molto probabilmente la denominazione.

Gli interventi più importanti sulla piazza avvennero però nel Seicento, quando Bernini fu incaricato di risistemare la basilica, la facciata interna della porta e vennero edificate le cosiddette “chiese gemelle”, Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto.

Fu Giuseppe Valadier nell’Ottocento a dare alla piazza il volto definitivo. Incaricato di preparare lo spazio che avrebbe accolto l’ingresso trionfale di Napoleone a Roma. Solo dopo la caduta dell’impero napoleonico, Valadier ricevette l’incarico di sistemare anche il rapporto tra la piazza e l’altura del Pincio, che era stato aperto come primo parco pubblico di Roma. A lui si deve il viale alberato che sale sulla cima e che all’epoca divenne una delle passeggiate più chic della città, così come l’invenzione della grande fontana, ancora alimentata dall’antico Acquedotto Vergine.

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