Poggio Mirteto

L’antico Podium Myrtetum, è un grazioso borgo della Sabina poco distante da Rieti, adagiato nella Valle del Tevere.

Nell’Ottocento Poggio Mirteto cresce e si sviluppa, sia economicamente che culturalmente, e partecipa attivamente ai moti per l’Unità d’Italia. Molti mirtensi, componenti della banda musicale locale, furono a fianco di Garibaldi quando transitò a Poggio Mirteto, durante la Campagna dell’Agro Romano per la liberazione di Roma nel 1867.

Si presenta in una duplice veste, una parte cinque-seicentesca, raccolta intorno alla grande piazza della Cattedrale di Santa Maria Assunta, con belle tele del Seicento; e il borgo medievale, aggrappato alle pendici del colle, cinto dalle mura trecentesche ancora parzialmente conservate. entrando dalla Porta Farnese, aperta nel 1576, si varca la soglia del tempo: stradine pittoresche, ripide cordonate, la severa mole del Palazzo Abbaziale, e infine la Porta di Sotto. Qui sarete rapiti dalla bellezza della vista sulla Valle del Tevere e del monte Soratte.

Appena fuori dal borgo, la chiesa di San Paolo è davvero da non perdere: chiesa, campanile e cripta sono del Duecento; tra il XII e XIV secolo è stata affrescata la navata col soffitto ad arconi; mentre i dipinti di arco e abside, con la bella Incoranazione di Maria del Torresani, sono della prima metà del ‘500, come il ciclo dei “Battuti Bianchi” testimone della fortuna del movimento che alla fine del 1300 è arrivato anche in Sabina al grido di ‘pace e misericordia’.

Per gli amanti dell’archeologia industriale c’è la Ciminiera in Piazza della Vetreria, unico resto della Vetreria Fajella, dei primi dell’Ottocento, la prima a carattere industriale in Italia, oggetto di un fenomeno migratorio a rovescio, dal nord Europa.

Per i curiosi c’è il Carnevale Liberato, o Carnevalone, la festa simbolo della liberazione dallo Stato Pontificio, dissacratoria perché si festeggia fin dal 1860 la prima domenica di Quaresima. Molto nota la rassegna Grande Cinema Italiano a luglio, con una selezione dei migliori titoli del cinema italiano dell’ultima stagione e l’ambito premio realizzato dagli orafi locali, il Mirto d’Oro. Padrino artistico e ideatore della rassegna è Carlo Verdone.

Per i gourmet l’Olio EVO Dop della Sabina, eccellente in tutte le preparazioni, anche nelle deliziose Ciambelle d’Anice, la cui ricetta viene tramandata così come era anticamente, distribuite durante la benedizione degli animali, il 17 gennaio. Altra tipicità è il Cacio Magno: si narra che prenda il nome da Carlo Magno che lo assaggiò all’Abbazia di Farfa e lo trovò così buono da portarne con sé alcune tome per il resto del viaggio.

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