Rocca Sinibalda

Sui colli dell’Alta Sabina si erge Rocca Sinibalda, a 552 metri di altezza, tra il verde dei boschi e la valle dove scorre il fiume Turano. Menzionato per la prima volta in un documento del 1084, legato al longobardo Sinibaldo, il borgo fece in seguito parte dei possedimenti dell’Abbazia imperiale di Farfa, poi di varie famiglie romane.

Nel 1526 fu donato dal Papa al cardinale Alessandro Cesarini, che trasformò il castello, su disegno di Baldassarre Peruzzi, intorno al 1530, in fortezza: tanto austera all’esterno, con pianta a forma di aquila, due torrioni con il maschio aggettante e mura a scarpa, quanto elegante residenza rinascimentale all’interno, con appartamenti e saloni affrescati.

La passeggiata lungo la direttrice del borgo fino al Castello, la visita al Castello, il Museo “Agapito Miniucchi”, con la collezione di opere scultoree dell’artista, e il Museo delle Tradizioni contadine ed artigiane, nella vicina frazione di Posticciola.

Il castello nasconde una neviera profonda 7 m, per garantire ai castellani neve e ghiaccio per i mesi estivi; una vasca-piscina, piccola ma in posizione stupenda, usata negli anni ’60 anche da Peggy Guggenheim e dal Living Theater; un piccolo anfiteatro alla fine della cantine, micro spazio-scenico di grande bellezza.

Tra i piatti tipici troviamo gli gnocchi di patate coi fiori i zucca, le fettuccine ai funghi, gustosi gli arrosticini di pecora, le bruschette al tartufo e i formaggi.
Il territorio dà vita a un ottimo vino bianco Trebbiano e il rosso o rosato Sangiovese.

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