Terracina

Il blu e il verde, l’antico e il moderno, i sapori, le feste…Terracina è tutto questo.

Era la porta dello Stato pontificio fino al 1870, ma anche città romana sulla regina delle vie consolari, la via Appia che portava a Brindisi, l’imbarco per il ricco commercio con l’Oriente, e poi per la Terra Santa, sulla Via Francigena.

Impossibile non percepire tutto questo, con tutti i sensi.

Terracina – piazza Municipio, col Duomo e la Torre Frumentaria

Venendo da Roma la via Appia si inerpica angusta fino a incontrare uno sbarramento, altissimo. Bisogna aggirarlo: era il tempio del Foro Emiliano, ora è una chiesa imponente, il Duomo di San Cesareo, con un mosaico in cima alla scalinata che racconta di cavalieri, battaglie e animali fantastici, elegante come il campanile che lo affianca, slanciato dalla miriade di archetti che lo decorano. Siamo nel cuore romano della città, nella piazza con l’antico Teatro Romano, parzialmente riportato alla luce, sulle cui gradinate trovavano posto fino a 1.500 persone e, a breve distanza, il Capitolium.

Il mare di Terracina é quello della Maga Circe, che chiude il golfo a nord con il profilo della incantatrice di Ulisse del Monte Circeo, disegnato sull’orizzonte; delle Isole Pontine – una manciata di scogli lontani – di fronte; del promontorio di Gaeta e di Napoli sullo sfondo a sud.

Tempio di Giove Anxur

Sopra e sotto questo magnifico centro storico fatto di torri, finestre acute, sottopassi, leoni di pietra che proteggono le strade, ecco il tempio di Giove Anxur, in alto sulla collina verde di Monte Sant’Angelo, un corridoio di archi aperti a precipizio sul mare: la vista abbraccia tutto il golfo e le perle campane di Ischia e Capri nelle giornate particolarmente serene.

In basso la porta di città romana tagliata nella roccia – il Pisco montano –, la cittadina settecentesca di strade dritte, ampie piazze; il lungomare, il porto, la bella chiesa del SS. Salvatore, quasi un tempio classico sulla piazza a emiciclo.

Proprio l’aria di mare e le colline dell’entroterra rendono speciali le fragole Favette di Terracina, tonde, rosso intenso, regine della Festa della Fragola Favette, tra maggio e giugno, quando sono più dolci, sensuali quando esplode in bocca la polpa dolce e acidula, squisite negli accostamenti arditi, ma perfetti, con gamberi e tonno rosso. Da provare. Insieme al Moscato DOC di Terracina. E ai gelati artigianali con lo zafferano, coltivato nella piccolissima enclave di Campo Soriano, la geologia di Terracina in una valletta isolata, quasi invisibile.

Campo Soriano

In un luogo così speciale lo sono anche le feste tradizionali, spettacolari e scenografiche, come la solennità della Madonna del Carmine o del Carmelo, venerata dai pescatori di Terracina. Nella prima domenica dopo il 16 luglio, religione festa e folclore si sposano: la processione giunta al porto prende la via del mare sull’ultima di una lunga fila di barche, la fiera offre ristoro, i banchi dei pescatori hanno il pescato del giorno, i fuochi d’artificio sull’acqua sono una festa per gli occhi.

Anche nel 2019 Terracina è Bandiera Blu e Bandiera Verde dei Pediatri, riconoscimento ideato per premiare le località marine con caratteristiche adatte ai bambini, ed aiutare le famiglie a scegliere la destinazione migliore per trascorrere e far trascorrere ai propri bambini le vacanze nel modo più idoneo e sicuro.

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