Torneo delle 6 Nazioni: a Roma i campioni del rugby

Signore e signori, ecco a voi i rugbisti. Placcano, corrono, si buttano nella mischia e vanno in meta! Atletici, giovani e aitanti eccoli battagliare con le loro divise sul prato dello Stadio Olimpico di Roma.

Prende così vita il Torneo delle 6 Nazioni, il più importate torneo internazionale di rugby a 15 dell’Emisfero Nord.

Nato come Home Championship nel 1883, all’epoca disputato tra le quattro Nazionali delle Isole britanniche: Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia, fu rinominato in due distinti momenti della sua storia Cinque Nazioni in concomitanza della presenza nel torneo anche della Francia. La denominazione attuale è del 2000, anno in cui al torneo fu ammessa anche l’Italia.

Sabato 22 febbraio è la prima partita a Roma del 2020, tra Italia e Scozia. In questo torneo le squadre che giocano in casa cercano di mostrare qualcosina in più grazie anche all’aiuto del pubblico. Riempiamo quindi gli spalti dello stadio romano, perché la squadra italiana di rugby sarà lì e se il risultatto finale è determinante per la classifica lo è altrettanto un buon tifo!

Prossimo incontro sabato 14 marzo: Italia – Inghilterra.

Il 6 Nazioni 2020 è anche sullo schermo. Le sfide della palla ovale sono scritte su un ricco calendario che vede protagonisti i grandi campioni di sempre, affiancati dalle giovani leve. L’Italia scenderà in campo, nella speranza di espugnare più stadi avversari possibili. E noi tiferemo per lei!

Ma la portata del rugby non finisce negli 80 minuti di gioco dove 30 gladiatori lottano e corrono per la gloria. Il rugby e il 6 Nazioni ancora di più, rappresenta un mondo sportivo fuori dagli schemi dove lo spirito del “vinca il migliore” non è tutto! Valori come il rispetto dell’avversario e del “ciò che succede in campo, finisce in campo” sono le fondamenta di uno sport dove alla forza, a volte brutale, del gioco si contrappone la pacifica e festosa partecipazione dei tifosi gremiti sugli spalti. I colori delle maglie diverse formano una comunità dove le barriere non sono necessarie perché alla base di tutto c’è solo passione sportiva, amore e condivisione. Benvenuti, quindi, a tutti gli scozzesi e inglesi che in decine di migliaia “invaderanno” Roma.

E così, a prescindere dal risultato finale del match, tutto si conclude con pacche sulle spalle, strette di mano, onore ai vincitori e rispetto per i vinti.

Ma non finisce qui! Arriva il momento per il famoso terzo tempo, dove tutti, senza eccezioni tra giocatori e spettatori, si ritrovano a fraternizzare con boccali di birra in mano e a riprogrammare il prossimo viaggio in Italia o nella terra di Albione.

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