Tra i “borghi più belli d’Italia”: tutti i colori di Orvinio

Orvinio, tra i “Borghi più Belli d’Italia” e 2° classificato nel Lazio per “I Luoghi del Cuore” 2019 del FAI, si presenta come un raccolto borgo medievale che presto svela i suoi molteplici volti capaci di risvegliare uno ad uno i sensi. È una tavolozza di colori con il giardino delle Orchidee selvatiche, il verde delle erbe officinali, le pietre bianche che lastricano le strade, gli affreschi di Vincenzo Manenti. Ci conquista con i sapori antichi dei prodotti e dei piatti locali e l’odore dell’incenso delle sue chiese. I sentieri silenziosi, immersi nei panorami del Parco dei Monti Lucretili, sono la perfetta cornice per il turismo lento a piedi, in bici o a cavallo, nonché tappa per i pellegrini del cammino di Benedetto.

Appena arrivati ci troviamo davanti alla Scalinata del Borgo, che potrebbe apparire devozionale ma in realtà nasce solo dall’esigenza pratica di collegare Piazza Garibaldi a Santa Maria dei Raccomandati, unendola al centro del borgo. Che sia nata con fini pratici o mistici, questa scala con la chiesa che dalla sua cima sembra farci capolino, è innegabilmente un capolavoro di scenografia. All’interno, a croce latina con navata unica, a colpire il nostro sguardo sono le decorazioni, realizzate prevalentemente dalla mano di Vincenzo Manenti, che dopo aver girato l’Italia Centrale raccogliendo tecniche e suggestioni, torna al suo paese natale come pittore affermato. Non per niente, nella tela raffigurante San Francesco che riceve le Stigmate, inserisce un suo autoritratto, e non sceglie certo di passare inosservato concedendosi l’onore di indossare addirittura le vesti papali.

Nel cuore del centro storico arriviamo, invece, attraversando l’antico arco di piazza Garibaldi e camminando lungo Via Manenti veniamo catapultati indietro nel tempo in un borgo incantato e fiabesco con il Castello baronale dei marchesi Malvezzi Campeggi dalle mura merlate ed il maschio cilindrico.

Non tardiamo ad accorgerci, però, che a rendere Orvinio davvero unico e speciale è la sua gente: la particolare predisposizione all’accoglienza ci permette di sentirci a casa sin dal primo momento. Un’esperienza umana profonda, nata dalla spontaneità di una vita semplice, ferma e ben piantata, come le montagne che circondano questa perla della Sabina.

Sorridenti signore si affacciano dai balconi per innaffiare i fiori e simpatici anziani, seduti davanti i loro usci a veder lento trascorrere il tempo, sono ben felici di scambiare quattro chiacchiere con i turisti ed è così che veniamo a conoscenza di interessanti aneddoti sul borgo. Da una curiosità toponomastica, anticamente Orvinio era chiamato “Canemorto”: una leggenda narra di un crudele tiranno che terrorizzava i suoi abitanti. Quando morì tutti esultarono gridando: “Il Cane è morto!”. Ad una astronomica: nell’estate del 1872, nei pressi di Orvinio caddero frammenti di meteorite, di cui uno dei più grandi è conservato, nel Museo Mineralogico dell’Università La Sapienza di Roma, col nome appunto di “Orvinite”.

Scopriamo poi che Orvinio fa parte del progetto “Borghi Narranti“, un viaggio nel tempo e nello spazio guidati dalle narrazioni di chi quei luoghi li ha vissuti, che attraverso i racconti delle persone anziane descrive di antiche abitudini e mestieri che caratterizzavano la vita quotidiana. Grazie ai QRcode presenti sulle 50 mattonelle artistiche “parlanti” possiamo, passeggiando per il borgo, localizzare i racconti proprio in quei luoghi dove avvenivano le attività espresse.

Partendo a piedi dal centro di Orvinio, dopo solo 2 km tra verdi radure, raggiungiamo l’abbazia di Santa Maria del Piano di cui rimangono solo le mura perimetrali e la suggestiva facciata della chiesa, che appare come una quinta cinematografica, sormontata dalla torre campanaria e dalle particolari mensole con aquile che sostengono la ghiera sopra la finestra della facciata. Ipotesi la vogliono edificata da Carlo Magno come ringraziamento alla Provvidenza per la vittoria contro i Saraceni nell’817. I luoghi abbandonati sono sempre suggestivi, affascinanti, carichi di un clima surreale che sembra aver cristallizzato il tempo, questa struttura diventa un pittoresco scenario per pic nic primaverili!

Immancabile poi una passeggiata sui Monti Lucretili, alle Pratarelle di Orvinio, piccolo altopiano con una vista sui monti circostanti, degno di una scena del Signore degli Anelli., dove si possono osservare e fotografare tesori spontanei e selvatici come le splendide orchidee.

Da maggio alla fine di luglio, la fioritura è varia e camminare su questi prati, lentamente e circondati solo dalla natura, è davvero rilassante. Di tanto in tanto ci si può imbattere in diversi animali al pascolo e, se si è davvero fortunati, si possono ammirare anche animali selvatici come istrici, ghiri o aquile reali. Cosa c’è di meglio, nei giorni di caldo estremo che godersi una passeggiata nel verde e magari riposare all’ombra di un albero, accarezzati dal vento?

Un tour di Orvinio che si rispetti deve includere un assaggio dei suoi sapori più genuini, celebrati nelle diverse stagioni con sagre gastronomiche che pervadono, ogni anno, il paese di sapori e profumi imperdibili. Il polentone, la polenta locale, a cui è dedicato un festival con ben due appuntamenti annuali: in inverno, la Sagra del Pizzillu, la speciale pizza di grano duro cotta sotto il “coppo” accompagnata da cicoria di campo ed in estate la Sagra della Polenta.

In primavera tra le tradizioni gastronomiche, ricordiamo l’aglione, un sugo a base di aglio, con cui si condiscono i “cecamariti”, un formato di pasta a cui è anche dedicata un’altra sagra: il nome deriva dal fatto che “ingannavano i mariti”, sembrando complessi da preparare mentre invece sono molto semplici e veloci. In autunno, invece, si tiene Enorvinio, una grande manifestazione, tra le vie del centro storico, dedicata ai migliori vini ed alle più particolari birre, con focus sia sui prodotti del territorio sia alle eccellenze delle altre regioni italiane.

Così anche i nostri esigenti palati sono soddisfatti dalla visita in questo delizioso ed ameno borgo.

Per ulteriori informazioni:

Proloco di Orvinio
Associazione Orviniando
Comune di Orvinio
Cammino di Benedetto

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