Trevi nel Lazio

Trevi nel Lazio, a circa 100 km da Roma, sorge intorno all’antica Rocca, vera fortezza strategica sull’alta Valle del Fiume Aniene.

L’antico nome romano è Treba Augusta ma le sue origini sono molto più antiche.

Inizialmente è abitato dagli Equi, dotati di cultura e tradizioni proprie, anche se estranei alle correnti del traffico mediterraneo.

Dopo la guerra con Roma, Trevi diviene colonia romana.

Il monumento di epoca antica di maggior rilievo è l’Arco di Trevi, al confine con il territorio di Guarcino, ritenuto da molti studiosi parte di un acquedotto romano.

Nella zona degli Altipiani sono ancora in corso scavi per riportare alla luce la struttura di una grande villa d’epoca imperiale.

Resti di mosaici sono stati rinvenuti anche nel centro storico.

Il lungo periodo della signoria dei Caetani, fino al 1471, è caratterizzato da rivolte per il malcontento generale dovuto alle misere condizioni della comunità. Nel 1471 l’ultimo dei Caetani è cacciato dalla cittadina.

Nel 1473 Papa Sisto IV lega il Comune di Trevi alla giurisdizione temporale degli Abati commendatari sublacensi e Trevi è inglobata nella struttura politico-amministrativa dell’Abbazia di Subiaco.

In tale periodo Desiderio di Subiaco esegue gli affreschi della Cappella di San Sebastiano nella Chiesa della Madonna del Riposo a Trevi.

Nel 1534 Carlo Barberini dona alla comunità religiosa di Trevi l’urna con l’abito del Protettore, San Pietro Eremita.

Gli Altipiani di Trevi, detti di Arcinazzo, a circa 1000 m di altitudine, coperti di boschi, con un clima eccezionale, attirano visitatori da ogni parte d’Italia.

Per maggiori informazioni: Comune di Trevi  nel Lazio

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