Roma bombe con la crema Ft FB Pizzafichiezighini

Tutti fritti

“Bop bopa-a-lu a whop bam boo”! Ascoltando l’ultra sessantenne “Tutti frutti” di Elvis Presley ci è venuto in mente di organizzare una “Tutti Fritti night” in casa. Stiamo impazzendo? Forse, ma una cena trasgressiva ogni tanto ci vuole! Ladies and gentlemen, ecco a voi gli street food tipici del Lazio, sfiziosi, golosi e… tutti fritti, oh Rudy!

Molto spesso legate alle feste dei Santi, tra i fritti più noti c’è la Frittella di cavolfiore di Tuscania all’aroma di cannella per celebrare sant’Antonio Abate a gennaio che e a marzo si trasforma nel Frittello di San Giuseppe di Roccantica, le cimette di cavolfiori che crepitano in olio EVO della Sabina DOP.

VEROLI - FR sagra della crespella
Sagra della crespella a Veroli

Sempre a marzo ma in Ciociaria, la Crespella di Veroli è preparata in onore di Santa Francesca Romana dalle crespellare che friggono nell’olio d’oliva gli anelli di farina e acqua, per poi spolverarli di zucchero. Nella frazione di Santa Francesca, infatti, la chiesa custodisce l’affresco quattrocentesco raffigurante la santa che ebbe tra le prime seguaci proprio alcune giovani verolane.

Sempre le crespelle e sempre nel Basso Lazio, in un’antica ricetta spiccano nel connubio con lo stoccafisso, o baccalà che dir si voglia. Tipicamente degustati dalla vigilia di Natale alla Befana, sono così buone che ormai si preparano tutto l’anno. Antenati o discendenti del filetto di baccalà fritto alla romana? E chi lo sa! Ma questa leccornia è tanto richiesta che qualche antica bottega romana si diletta nel preparare esclusivamente i filetti di baccalà fritti.

Roviano RM Sagra Ju Salavaticu Ft TW @anienewildernes
Ju Salavaticu di Roviano [Foto su Twitter @anienewildernes]
Accoccolato tra il Parco dei Monti Lucretili e quello dei Monti Simbruini, raggiungiamo Roviano. Perché? Per assaggiare ju salavaticu! Re della sagra a settembre, questa grande frittella circolare è preparata semplicemente con acqua, farina, sale e profumate foglioline di mentuccia romana selvatica. La ricetta racconta la storia delle contadine che in passato portavano ai campi ju salavaticu nelle canistrelle, le ceste con il prezioso pranzo per i mariti.

La mentuccia romana ci ricorda un’altra erba aromatica, la salvia. Altro che patatine in busta, la salvia fritta vi stregherà! Immerse nella pastella e fritte, si sposano perfettamente con mozzarella e acciughe ma sono già da sole un antipasto da veri intenditori di tipicità del Lazio. Un piccolo segreto per degustarle al meglio: preparate la pastella con la birra o l’acqua frizzante per renderla più soffice!

ROMA fiori di zucca fritti

E se friggiamo le foglie, perché non i fiori? Avete capito bene, fate largo sulla tavola ai fiori di zucca fritti! Se li fate alla romana, dal cuore filante di mozzarella si deve affacciare l’alice, in tutta la sua mediterraneità. E non dimenticate di togliere i pistilli dai fiori prima di riempirli e immergerli nella pastella di farina, sale, uovo sbattuto e acqua o birra gelata.

ROMA - Supplì FT magazine.eatopine.it
Supplì [foto www.magazine.eatopine.it]
Oh scusate, ci chiamano al telefono… è il Supplì! Un’istituzione a Roma, tanto che a braccetto con le sue innumerevoli varianti ha fatto ingresso anche nei ristoranti più raffinati. Cacio e pepe, amatriciano o classico, l’importante è che si rispetti la regola aurea: si mangia con le mani. Perché si chiama supplì al telefono? Questa polpetta di riso fa capolino alla fine del Settecento, quando i soldati francesi di Napoleone scoprivano la “sorpresa filante” ed esclamavano “Surprise! che, tradotto in romanesco, diventa “deve fatte er telefono”. Alla fine del 1800 sono nei menù delle trattorie con il nome di soplis di riso ma la loro storia nasce per strada, quando il venditore ambulante s’aggirava di sera con la caldara colma d’olio fumante. Tra gli ammiratori più illustri del “supplittaro” romano incontriamo addirittura James Joyce, anche se la prima ricetta ufficiale è del 1929, quando Ada Boni li chiama al femminile le supplì e li condisce con una salsa speziata di regaglie di pollo, funghi e carne di maiale tritata.

E se è vero che un supplì tira l’altro, le mozzarelline fritte generano dipendenza! Molto diffuse in tutto il Lazio, sono entrate a pieni voti nell’Olimpo del Fritto alla Romana. Inutile dirvi che devono filare come i supplì. A chi soffre di crisi d’astinenza, ricordiamo di guardare in freezer perché si possono surgelare. E già che siete davanti al frigorifero, prendete un Frascati Spumante DOC dei Castelli Romani, le accompagna meravigliosamente.

Roma bombe con la crema Ft FB Pizzafichiezighini
Bombe con la crema [foto su Facebook @Pizzafichiezighini]
Arriviamo al dolce ma che sia tipico e fritto! Ci sarebbero le chiacchiere, o frappe che dir si voglia, ma non si può dir di no alle bombe con la crema. A colazione, a merenda e pure a notte fonda, come “bicchiere della staffa” per congedarci dagli amici, questo dolce è tipico di Roma e del Lazio. Non li chiamate krapfen né bomboloni, si offendono. L’impasto è infatti di farina, burro, uovo e zucchero e, dopo la lievitazione, è fritto e farcito con una quantità sfacciatamente esagerata di crema pasticcera!

Ora siamo pronti e se siete riusciti a non friggere pure la nonna (scherziamo ovviamente!)  stappate le birre gelate e tutti a tavola, oggi si mangia con le mani Tutti Fritti… a whop bop-a-lu a whop bam boo!

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