Lupa Capitolina ai Musei Capitolini

Un compleanno nel Lazio da veri VIP

Mancano a tutti le feste di compleanno, seppur di trascurabile importanza. Tante le foto sul web di chi ha soffiato le candeline davanti al pc in collegamento con amici e parenti. Certo, meglio di niente… ma i regali? Al regalo hanno pensato i VIP!

Navigando sul web abbiamo scoperto che al monito #IoRestoaCasa molti personaggi famosi hanno risposto con la condivisione online della loro arte per non lasciarci e non sentirsi soli, come Tiziano Ferro

https://www.facebook.com/tizianoferro/videos/194074835217755/

e the JackaL con Diodato, il vincitore del Festival di Sanremo 2020, scherzando sull’insolita convivenza forzata e prolungata.

Quando vicino a te qualcuno FA RUMORE

Al primo posto nella scala dei rumori più assordanti in natura: la voce di quello seduto vicino a te al telefono.

Pubblicato da the JackaL su Venerdì 21 febbraio 2020

Sono poi nati incontri e “scontri” virtuali: musicisti che suonano all’unisono, ognuno dal proprio salotto

https://www.facebook.com/negramaroOfficialPage/videos/241463553688595/

e chef stellati che, come Bruno Barbieri, sfidano i cantanti, come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, a cucinare online, raccontando cosa sanno fare con strumenti diversi da chitarre e pianoforti.

https://www.facebook.com/BrunoBarbieriChef/videos/2701445130078514/

Insomma, noi italiani stiamo dimostrando ancora una volta che non è un caso se siamo rinomati in tutto il mondo per l’“arte di arrangiarci”!

Non è dunque arrivato il momento di fare noi un regalo a tutti loro? Non sarebbe una sorpresa clamorosa festeggiare i compleanni dei VIP nati in aprile, magari insieme al nostro? Tutti è impossibile ma abbiamo organizzato una festa corale di compleanno a distanza per celebrare alcuni dei “famosi” nati nel Lazio ed ecco cosa è successo…

Iniziamo da Francesco De Gregori, nato a Roma il 4 aprile 1951 e divenuto uno dei volti più famosi sulla scena musicale italiana. Compie 69 anni il cantautore e musicista che con la chitarra, il pianoforte e la fisarmonica ha incrociato il rock e il folk con la poesia dei suoi versi. Con numerosi riconoscimenti, sono 49 i suoi album pubblicati. Il suo primo successo? “Rimmel”, un “unforgettable” del 1975.

Inscindibile il suo rapporto di stima e amicizia con Lucio Dalla, tanto che ai due artisti è stato intitolato l’asteroide “6114 Dalla-DeGregori” a metà degli anni ‘80. Insieme sono divenuti stelle non solo del firmamento ma anche del panorama musicale, facendo per primi approdare la musica d’autore nei concerti live negli stadi italiani. Correva l’anno 1979 e il rapporto tra cantautore e pubblico stava cambiando.

Nel 1983 esce “La donna cannone”. Forse “Il Principe”, così fu soprannominato De Gregori, la scrisse per Mia Martini, ma quello che è certo è che ricevette una nomination al David di Donatello come Miglior Colonna Sonora per essere stata il sottofondo musicale di “Flirt”, il film di Roberto Russo con Monica Vitti.

Eccolo in “La Storia” mentre duetta con Fiorella Mannoia, alla quale approfittiamo per fare gli auguri per i suoi 66 anni, anche lei nata a Roma il 4 aprile. Era il 2002 e i ricordi di questa tournée italiana con Ron e Pino Daniele sono custoditi nel doppio album live “In tour”.

Tanti i pezzi musicali d’intramontabile bellezza che l’hanno fatto incoronare capostipite dei cantautori di musica popolare italiana. E se di tutti non c’è tempo di parlare, con un ultimo forse meno noto vogliamo terminare: “Quelli che restano” del 2018, di e con Elisa. E ascoltando le parole, aggiungiamo solo grazie Francesco, tanti auguri!

Passiamo al compleanno di un altro personaggio che ha lasciato un’orma importante nella storia. Ve lo lasciamo indovinare: chi è l’artista sulla banconota italiana da 500 mila lire in circolazione fino a tutto lo scorso millennio? Raffaello Sanzio, genio incredibile prima, dopo e anche durante la morte, a dirla tutta, visto che è avvenuta al suo 37° compleanno, il 6 aprile 1520, 500 anni fa! Sappiamo anche noi che Raffaello Santi, in arte Sanzio, non è nato nel Lazio ma a Urbino nel 1483, ma merita un’eccezione alla regola con un tour virtuale alla mostra allestita nelle Scuderie del Quirinale, per scoprire le opere dell’uomo che ha saputo rivoluzionare la storia del Rinascimento e dell’arte

Genio della pittura, ha percorso quella strada manierista dal linguaggio artistico innovativo divenendo un modello anche nel 1900, ispirando artisti del calibro di Édouard Manet e Salvador Dalì. Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio sono i grandi artisti coevi che hanno firmato il perfezionamento di un passaggio epocale nella storia dell’arte iniziato alla fine del 1200 da altri due giganteschi rivoluzionari: Cimabue e Giotto. Nel 1500 il manierismo ha infatti segnato in Italia il passaggio dal Rinascimento al Barocco.

Fu un’anticipazione dello spirito delle avanguardie moderne che allontanò l’arte dalla realtà e dall’idea della natura di ineguagliabile bellezza, imponendo una posizione anticlassica, elegante e seducente al di là delle regole naturali. Insolite ma raffinate, innaturali ma aggraziate, le opere manieriste mostrano una prospettiva distorta. È questo ciò che accadde per la “figura serpentinata”: inizialmente una prerogativa di Michelangelo, divenne poi tipico che i corpi assumessero posizioni innaturali seppur verosimili. Composizioni complesse dove i soggetti esprimono molteplici emozioni, dove la luce sottolinea l’espressività del corpo in movimento e gli stati d’animo nello sguardo. Fondamentale il drappeggio delle vesti, il cui colore stesso diviene originale tanto quanto quello dello sfondo.

La Fornarina di Raffaello Sanzio
La Fornarina di Raffaello Sanzio – Galleria Nazionale d’Arte Antica

È quel che balza agli occhi ne “La Fornarina”, il gioiello custodito nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. Realizzata nel 1518 – 1519, fu un’opera tanto preziosa per Raffaello da conservarla nello studio. Chi è la donna ritratta? Non è certo ma molti studiosi vi riconoscono Margherita Luti, la musa ispiratrice amata dal Raffaello, sia per il bracciale firmato dall’artista che per il mirto, simbolo della dea dell’amore. La verità non la sapremo mai ma sicuramente riconosciamo quel tipo di sensualità, nello sguardo e nel corpo morbido, che seduce a tal punto da non riuscire a distogliere gli occhi.

Impossibile riassumere il senso delle opere d’una mente eccelsa che ha cambiato il mondo. Così passiamo subito ai nostri due regali, uno di compleanno e l’altro in ricordo della scomparsa 500 anni or sono.

La Scuola di Atene [ft www.museivaticani.va]
Iniziamo con “La Scuola di Atene” nella Stanza della Segnatura. È il 1509, siamo nella Città del Vaticano, quando Raffaello inizia la decorazione del Palazzo Apostolico di Papa Giulio II con altri pittori giunti da tutta Italia. Un’opera monumentale che riassume i tratti fondamentali della sua arte in una vera e propria scenografia di figure in movimento, naturali e simmetriche. Ma c’è di più. Tra questi personaggi che s’inseguono e s’ignorano, come tirati dal filo di un burattinaio, troviamo l’artista con cui si contese lo scettro di “prediletto del papa”: Michelangelo Buonarroti. Gossip o verità, è certo che ritraendolo ne confermò la stima e l’ispirazione che gli permisero di sviluppare la sua arte.

ROMA Pantheon rosa rossa sulla tomba di Raffaello Ft TW @_MiBACT
Pantheon [ft TW @_MiBACT]
In ricordo della morte di Raffaello, una rosa rossa, quella che per tutto il 2020 rimarrà sulla sua tomba al Pantheon. Per sua volontà, le spoglie dell’Urbinate sono custodite nell’edicola della Madonna del Sasso, opera di Lorenzo Lotti, detto Lorenzetto, commissionata da Raffaello. Sulla lapide leggiamo “Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa“.

Rimaniamo nel periodo rinascimentale per aiutare a soffiare 540 candeline. Di chi? Lucrezia Borgia, nata a Subiaco il 18 aprile 1480. Icona di nobiltà e potere, appartenendo a una delle famiglie italiane di spicco a cavallo del 1500, fu considerata una vera e propria femme fatale dell’epoca.

Lupa Capitolina ai Musei Capitolini
Lupa Capitolina ai Musei Capitolini

Arriviamo al 21 aprile per festeggiare un triplo compleanno molto speciale di ben, e dico ben, 2773 anni. Sì, avete capito bene, stiamo parlando di Romolo e Remo, e quindi di Roma. Si narra nella tradizione mitologica romana che dei due gemelli figli di Rea Silvia e Marte, Romolo fu il fondatore eponimo della città di Roma e suo primo re. Fu così che il 21 aprile del 753 a.C. divenne anche il Natale di Roma e giorno delle Palilie. Nell’anno del centenario della nascita di Alberto Sordi, non immaginiamo parole migliori di quelle dell’Albertone Nazionale per gli auguri alla Città Eterna: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.

Tanti auguri anche ai romanissimi Silvio Muccino, l’attore, regista e sceneggiatore cinematografico che compie 38 anni il 14 aprile, ma anche a Luca Barbarossa per i suoi 59 anni il 15 aprile, Serena Dandini per il suo 66° compleanno il 22 aprile, lo stesso giorno di Ambra Angiolini che ne festeggia però 43, e dulcis in fundo a Ilary Blasi, la showgirl e conduttrice televisiva che il 28 aprile festeggia 39 anni.

Forse abbiamo dimenticato qualcuno e perché non ve ne abbiate, da bravi Ariete e Toro “aprilini”, a tutti voi e a tutti noi italiani regaliamo questo post su FB @PaolaTurci, per ricordarci che #AndràTuttoBene… buona visione!

Commovente

Pubblicato da Paola Turci su Domenica 15 marzo 2020

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