Villa Lante della Rovere a Bagnaia

Il gusto del gioco e della sorpresa: sono queste le prime sensazioni ed emozioni dei numerosi turisti che ogni anno visitano Villa Lante a Bagnaia, una delle più significative realizzazioni del Cinquecento italiano. Non si smette di provare incanto nel visitare lo splendido parco ricco di artistiche fontane e il bellissimo giardino all’italiana.

Collocato alla parte estrema del borgo medievale di Bagnaia, una frazione di Viterbo ai piedi dei Monti Cimini, l’accesso alla Villa, che occupa oltre 20 ettari, è preceduto da un arco posto alla fine di una rampa di gradini, eretto nel 1772.

Il borgo è suggestivo, come tutti i piccoli centri della Tuscia viterbese e, l’elemento che lo rende unico e straordinario è proprio la Villa con i suoi edifici affrescati e il suo parco di straordinaria bellezza, che conserva uno dei giardini italiani più belli e più famosi al mondo. È la metà del Cinquecento quando, grazie al volere e all’intuito del cardinale Francesco de Gambara, inizia la costruzione di fontane, cascate, siepi, giochi d’acqua, nicchie e labirinti di Jacopo Barozzi da Vignola.

Non è una Villa vera e propria ma due edifici gemelli posti sullo stesso lato aperti al piano terra e caratterizzati ognuno da logge a tre grandi arcate. Le logge sono affrescate, rispettivamente, con vedute dedicate alle più importanti ville cinquecentesche laziali e volte a grottesche, opera di Raffaellino da Reggio, e con vedute marine opera di Agostino Tassi.

All’interno dei due edifici si possono anche ammirare paesaggi di Antonio Tempesta ed affreschi raffiguranti divinità femminili realizzati dal Cavalier d’Arpino.

L’elemento caratterizzante nel Parco è naturalmente rappresentato dall’acqua che sgorga da numerose fontane, arricchite da gruppi scultorei di grande fascino e sistemate lungo cinque livelli di terrazze sovrapposte. Al centro del quadrato antistante gli edifici, la grande fontana composta da un triplice cerchio di vasche colpisce immediatamente l’attenzione del turista: è la cosiddetta Fontana del Quadrato, sormontata da un gruppo scultoreo attribuito a Taddeo Landini, raffigurante Quattro Mori. E ancora, i giardini terrazzati, la Fontana dei Lumini, formata da 70 getti d’acqua che fuoriescono da piccole tazze, ovunque arbusti e piante ad alto fusto, lecci, platani e querce.
Sulla terza terrazza è la Mensa del Cardinale (o Fontana della Tavola), un enorme tavolo di pietra con una cavità centrale in cui scorre l’acqua: qui il cardinal Gambara, committente del Parco, amava tenere i suoi conviti estivi.

Più avanti giardini segreti e labirinti in un susseguirsi di sorprese e trovate sceniche che stupiscono e disorientano il visitatore. Ancora la Fontana dei Delfini, circondata da siepi di bosso, la Fontana dei Giganti, ornata da due colossali statue di fiumi, e la Fontana del diluvio, con l’acqua che sgorga da una grotta.

Uno degli edifici più curiosi ed interessanti presenti all’interno del parco è sicuramente quello della “ghiacciaia“, una costruzione realizzata all’inizio del XVII secolo a forma cilindrica, interrata per quasi 10 metri che d’inverno veniva riempita di neve per mantenere fresche le bevande e i gelati, di cui era ghiotto il Cardinal Alessandro Damasceni Peretti-Montalto, nipote di Papa Sisto V.

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