Il Museo delle Terre di Confine di Sonnino è un museo demoetnoantropologico, inaugurato nel 2008 all’interno di un palazzo storico appartenuto alla famiglia Mancini, che riflette sul tema del confine come vocazione del territorio.

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La finalità del museo è sia quella di ripercorrere la tradizione alla luce dell’esperienza contemporanea e di riflettere sul confine culturale come limite e come risorsa; sia rievocare momenti e personaggi storici che hanno creato il patrimonio culturale di Sonnino e in questo senso il museo manifesta la sua vocazione antropologica.

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Si parte dal confine inteso in senso strettamente geografico e socio-linguistico nella prima sezione museale Terra di Confine perché?.
La storia di Sonnino, infatti, dal Medioevo all’Età Moderna, ha avuto costantemente a che fare con questioni riguardanti i confini.
In primis la posizione di Sonnino sulla linea di demarcazione tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, ma anche la frontiera celebrata nelle cronache e nell’iconografia europea per l’indole ribelle dei suoi abitanti, briganti famosi, impegnati in contese e conflitti territoriali con le comunità limitrofe.
Anche grazie alle vicende di briganti e brigantesse, che rendevano la realtà originale e spesso arricchita dal mito, Sonnino è entrata nell’immaginario dei viaggiatori settecenteschi e ottocenteschi del Grand Tour.
Facebook@MuseoTerrediConfine, opera di Bartolomeo Pinelli
Il paese altresì riuscì in quel periodo ad imporsi con una vera e propria industria culturale composta da guide, ciceroni, alberghi, souvenir e un mercato d’arte. Artisti come Bartolomeo Pinelli, Leopold Robert e Edward Lear effigiarono il paese, i sonninesi e le loro donne ritenute di bellezza rara.
Le loro rappresentazioni trovano posto nel museo e raccontano due secoli di grande fermento culturale all’interno del quale Sonnino, grazie alla sua peculiarità di luogo millenario di frontiera, aveva acquisito delle caratteristiche speciali nel panorama italiano.

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Come del tutto speciale ed unica è la processione delle Torce, una fiaccolata propiziatoria che sembra essere collegata addirittura agli Ambarvalia romani e che si svolge ogni anno in occasione della festa dell’Ascensione. La processione, in cui il fuoco è elemento demarcatore del confine, è raccontata nel museo all’interno della sezione Patrimonio rappresentato/territorio vissuto, in cui si focalizza il rapporto esistente tra alcune vicende storiche centrali per la vita degli abitanti e le attuali rappresentazioni dell’identità locale.
Accanto alle “Torce” si ripercorrono così alcune manifestazioni popolari ed eventi storici traumatici come il decreto di Pio VII del 1819, che ordinò la distruzione di Sonnino per contrastare il brigantaggio.
La terza sezione museale è dedicata ai Personaggi di Frontiera e pone l’attenzione su tre figure: Maria Grazia, il brigante Gasbarrone e Giacomo Antonelli.
La storia di Maria Grazia, moglie di un brigante e vera propria icona della pittura di cui si è parlato, ha un significato emblematico per il patrimonio culturale, in quanto la sua storia è connessa allo sfollamento dei Sonninesi decretato da Pio VII.
Antonio Gasbarrone (1793-1882), è una brigante di cui si raccontano le imprese che travalicarono sia i luoghi che un’epoca.
Giacomo Antonelli (186-1876) infine è un altro uomo di frontiera che fu protagonista degli ultimi decenni della storia politica dello Stato Pontificio, con una carriera che gli frutterà l’ambigua fama di “Richelieu” italiano nella Chiesa di Pio IX.

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Nell’ultima sezione del museo Parole e immagini dell’Altrove si pone l’attenzione sulle storie di vita, sulle percezioni attuali del territorio e sulle esperienze contemporanee, invitando ad una speculazione su Sonnino nell’anno 2049.
Il museo non vuole dunque tanto proporre una collezioni di oggetti, ma piuttosto fornire scenari e suggestioni, anche multisensoriali, che invitino a connettere storia ed etnografia, a comparare significati ed interpretazioni per fornire al visitatore uno spazio di riflessione critica sul tema dell’identità e dei cambiamenti in atto nel territorio.
