Museo Storico della Liberazione a Roma

Il palazzo in via Tasso, al numero civico 145, oggi sede del Museo Storico della Liberazione, durante i mesi dell’occupazione nazifascista di Roma, a partire dall’8 settembre del 1943, fu adibito a quartier generale delle SS comandate da Herbert Kappler.

Il Palazzo del Museo Storico della Liberazione in via Tasso a Roma - Foto FB Museo storico della Liberazione

Il Palazzo del Museo Storico della Liberazione in via Tasso a Roma – Foto FB Museo storico della Liberazione.

Nelle stanze degli appartamenti, trasformate in celle, oltre 2000 persone vennero imprigionate, interrogate e torturate in attesa di essere destinate al tribunale di guerra e quindi al plotone di esecuzione, al lavoro coatto, alla ulteriore detenzione al carcere di Roma di Regina Coeli o in carceri tedeschi, oppure nei Lager in Germania, Austria o Polonia.

Sala dedicata alle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine - Foto museoliberazione.it

Sala dedicata alle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine – Foto museoliberazione.it

Da questa prigione furono prelevate anche molte delle persone uccise alle Fosse Ardeatine.

Tra i prigionieri oltre 300 donne e molti giovani, talora poco più che adolescenti. Persone d’ogni ceto: studenti, intellettuali, casalinghe, operaie, banchieri, intellettuali, artigiani e contadini. Molti prigionieri continuano ancora a parlare ai visitatori dalle loro celle attraverso le scritte graffite sui muri, ricche di tragica disperazione nella consapevolezza della morte imminente, di amore eterno per i propri cari e di pensieri aperti al futuro.

Vestiti indossati da un prigioniero - Foto museoliberazione.it

Vestiti indossati da un prigioniero – Foto museoliberazione.it

A testimonianza di quella pagina di storia, nelle sale del Museo sono esposti pannelli fotograficidocumenti d’archivioschede originali relative agli arresti. Oltre a questo, vi è l’esposizione permanente di cimeli, fotografie, opere grafiche e pittoriche, una raccolta di stampa clandestina, manifestivolantini utili a ricostruire e rappresentare persone, aspetti e vicende dell’occupazione e della lotta per la liberazione, armata e non.

Sala dei Manifesti - museoliberazione.it

Sala dei Manifesti – museoliberazione.it

Tra i cimeli si trova anche il primo tricolore che sventolò sul Campidoglio al momento della liberazione di Roma, il 4 giugno 1944.

A seguito della liberazione i nazisti abbandonarono il carcere e i prigionieri rimasti furono liberati dalla popolazione. L’edificio di via Tasso fu occupato da sfollati, finché negli anni ’50, la proprietaria donò allo Stato quattro appartamenti con l’esplicita clausola che vi si dovesse creare il Museo Storico della Liberazione. Questo fu inaugurato il 4 giugno 1955 e istituito come ente pubblico autonomo con legge 14 aprile 1957, n277.

Oggi il Museo sostiene anche iniziative per l’affermazione dei diritti dell’uomo e dei popoli, della libertà e dell’uguaglianza, della convivenza civile e democratica, della pace e cooperazione, della nonviolenza.

Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 domenica e festivi compresi. La prenotazione è richiesta solo per i gruppi superiori alle 6 persone.
L’ingresso è libero (è gradito un contributo volontario alle spese del Museo, da versare direttamente nella cassetta all’ingresso; per i gruppi tramite bonifico o cc postale)
La Biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì previo appuntamento, scrivere a: biblioteca@museoliberazione.it
L’Archivio è consultabile dal lunedì al venerdì previo appuntamento, scrivere a: archivio@museoliberazione.it
La Mediateca è consultabile dal lunedì al venerdì previo appuntamento, scrivere a: multimediale@museoliberazione.it

Per altre informazioni: visite@museoliberazione.it

 

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