Palazzo Doria Pamphilj è un edificio monumentale di Roma, uno dei pochi luoghi ad essere ancora abitato dagli antichi proprietari. Anticamente apparteneva alla famiglia Della Rovere, passò poi agli Aldobrandini ed infine, nel 1600, ai Pamphilj. Notizie su questo edificio si hanno a partire dal secolo XV, quando era l’abitazione dei cardinali diaconi dell’antica Chiesa di S. Maria in Via Lata.

I primi lavori di rinnovamento vennero eseguiti verso la metà del ‘400 grazie al cardinale Fazio Santoro, canonico di quella Chiesa, il quale fece realizzare il cortile quadrangolare interno.

Dalla metà del 1600 per il Palazzo iniziò un periodo di grande splendore dovuto ai numerosi interventi che ne interessarono il lato posteriore. 4 L’intera area del palazzo racchiude al suo interno 5 cortili, un sontuoso vestibolo monumentale, 3 androni, magnifici scaloni, una serie di sale splendidamente decorate e la Galleria che espone al modo settecentesco le opere d’arte di una delle più gloriose collezioni italiane di età barocca.

Nel 1651 Giambattista Pamphilj, salito al trono pontificio con il nome di Innocenzo X, vi istituì una Galleria, i cui dipinti sono disposti rispettando l’allestimento tardo settecentesco, come riportato in un documento della seconda metà del 1700 conservato presso l’Archivio Doria Pamphilj.

Il cuore espositivo del Palazzo Doria Pamphilj è nei Quattro Bracci della Galleria che ha assunto il suo aspetto attuale fra il 1731 e il 1734 quando il principe Camillo Pamphilj Junior commissionò a Gabriele Valvassori il riadattamento del corpo di fabbrica più antico del palazzo.

Lo splendido complesso monumentale di Palazzo Doria Pamphilj è il risultato dell’accordo architettonico ed artistico di fasi costruttive che coprono un arco di cinque secoli.

La visita inizia ammirando i cinque grandi saloni di rappresentanza magnificamente decorati ed affrescati: la Sala di Giove, la Sala del Pussino, il Salone dei Velluti, la Sala da Ballo e la Sala di Cadmo.

Il percorso continua poi con la Galleria Aldobrandini situata nel primo braccio con opere del pittore Ginesio del Barba, il Gabinetto di Velasquez contenente il Ritratto di Innocenzo X, la Galleria degli Specchi che reca nel soffitto le “Storie di Ercole” mentre alle pareti sono affissi grandi preziosissimi specchi, fatti venire nel primo Settecento da Venezia. Le Salette sul Corso sono quattro piccole sale, che appartenevano all’appartamento cinquecentesco del Palazzo, furono restaurate tra il 1731 e il 1741 ad opera dell’architetto Gabriele Valvassori in asse con la meravigliosa “Galleria degli Specchi”.

In corrispondenza dell’ambiente dedicato ai ritratti del pontefice Innocenzo X si trova una piccola stanza contenente al suo interno tre busti di personaggi della famiglia; i busti furono realizzati da un allievo del Canova nella seconda metà del 1800. Nel terzo braccio si trova la Galleria Pamphilj decorata da Ginesio del Barba nei primi anni 30 del 700. Il Salone Aldobrandini ospita lacerti di affresco che risalgono alle fasi più antiche del complesso edilizio e due quadri di enorme valore del giovane Caravaggio. La penultima Sala è quella dei Primitivi che ospita un gran numero di quadri eseguiti su tavola. L’ultimo ambiente è la Galleria Doria situata nel 4° braccio.

 

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