L’Ultimo Matisse – Morfologie di Carta, a Roma

Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026 al Museo Storico della Fanteria di Roma apre al pubblico la mostra L’Ultimo Matisse. Morfologie di Carta.
Oltre 100 opere provenienti da collezioni private per una mostra sull’ultima produzione di Henri Matisse (1869-1954), quella dedicata alle opere su carta.
La mostra si compone di quattro sezioni in cui venogono esposte litografie, disegni su carta velina, fino ai celibri papiers découpés, realizzati dipingendo a guazzo fogli di carta poi ritagliati e ricomposti, che segnano una svolta nella storia dell’arte del Novecento.
Il pittore francese ha abbandonato negli anni ’40 l’Avanguardi Fauvista e si concentra su una ricerca più essenziale con illustrazioni, disegni, libri illustrati e scenografie che sono il risultato di un lavoro di sottrazione nel gesto pittorico.
Ne risulta una produzione straordinaria che occupa gran parte delle opere dell’artista, in questo lungo periodo che viene definito “nizzardo“.
La prima sezione della mostra è intitolata Verve ed è dedicata alla rivista d’arte di Tériade. Tra le 44 litografie e disegni in bianco e nero spiccano alcune delle opere più celebri di Matisse, come La Tristesse du Roi e La Gerbe.
Libri d’artista e libri illustrati è il nome della seconda sezione in mostra, con le opere realizzate dall’artista per il saggio poetico Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit e per il romanzo epistolare Lettres Portugaises. Nei 24 disegni Matisse esplora le linee del volto umano, evocando stati d’animo ed intimità psicologiche.
La terza sezione è dedicata al libro Jazz (Ed. Teriade 1947), con 20 tavole litografiche, in cui spiccano forme colorate che richiamano le improvvisazione ritmiche del genere musicale. Ormai trionfano le forme di carta ritagliate nella produzione del pittore, con linee essenziali e colori netti.
Chiude il percorso espositivo la sezione Il disegno. Il disegno nella produzione di Matisse è forma centrale. Non un semplice schizzo preparatore, ma opera d’arte compiuta, che nell’ultima fase della sua vita si esprime nei grandi disegni a carboncino, in cui il corpo umano e i nudi femminili vengono definiti con pochi tratti che sfiorano l’astrazione.
La mostra è curata da Vittoria Mainoldi e prodotta da Navigare Srl.

