Il Pan di Via è il cibo dell’antica Roma. Molto più di un dolce, il Pan di Via, grazie alle sue proprietà estremamente caloriche, è una fonte di energia indispensabile per sostenere lunghe e faticose imprese. Leggero, facilmente trasportabile e conservabile a lungo, il Pan di Via ha garantito per secoli la sopravvivenza di viaggiatori e soldati.
Per questo il panetto miracoloso non mancava mai nei bagagli dei legionari romani che affrontavano lunghe marce alla conquista di paesi lontani. Ed era sempre presente nelle povere bisacce dei pellegrini che percorrevano estenuanti cammini di fede.
La storia del Pan di Via è così antica e leggendaria che anche Tolkien, studioso e autore di una delle saghe più amate della storia, Il Signore degli Anelli, lo incontrò nelle sue ricerche e lo inserì nei suoi libri come uno speciale pane per i viaggiatori.
Le reali origini del Pan di Via risalgono persino al periodo neolitico quando l’ingrediente alla base del preparato era il farro. Questo poi fu sostituito dal grano duro quando fu importato a Roma dall’Egitto.
La farina priva di lievito veniva impastata con acqua e poi cotta su lastre di pietra o terracotta. Successivamente venivano aggiunti ingredienti specialmente nutrienti offerti dalla natura come noci, nocciole e visciole. Poteva aggiungersi anche il miele (unico dolcificante dell’antichità greca e romana) o, come amavano fare i romani, lo si poteva consumare assieme alle olive, o anche cacio, o carne secca salata. Dopo che l’Egitto divenne provincia romana, fecero la loro comparsa anche i datteri dall’alto contenuto di zuccheri.
Per i romani ciascun ingrediente usato per il Pan di Via era dotato di un valore simbolico che spesso rendeva sacro il cibo. Il farro, ad esempio, era sacro a Saturno, primo re del Lazio. Le noci erano sacre a Giove, come ricorda il nome scientifico del noce: “Juglans regia: Jovis glans”: frutto regale di Giove. Alle nocciole era attribuito il potere di difendere dal morso di insetti e serpenti velenosi. I greci per questo usavano portarle nella cintura, una illusione magica durata fino agli inizi del Novecento quando, prima di partire per la transumanza, i pastori abruzzesi preferivano la pianta del nocciolo per costruire i loro bastoni. I datteri condividevano il prestigio sacrale della palma, le cui fronde sono visibili negli ornamenti della quadriga dei condottieri vincitori.
Oggi l’Accademia Ricerca Romana, impiegando ingredienti di prima qualità dell’agro romano e laziale, ha ricreato questa importante ricetta romana contribuendo al riconoscimento del Pan di Via come P.A.T – Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Lazio.
Ingredienti:
burro
zucchero
miele
uova
acqua
nocciole
farina di riso, farina di grano saraceno
sale
lievito
vaniglia
confettura di visciole
Preparazione:
Mescolare insieme il burro, lo zucchero e le uova, emulsionate a velocità media, fino ad ottenere una massa compatta. Aggiungere le polveri: farina di riso, farina di grano saraceno, sale e lievito, vaniglia. Miscelare fino ad ottenere una massa compatta. A questo punto aggiungere il miele, la granella di nocciole e la confettura di frutta (preferibilmente di visciole). Ultima fase della miscelazione è l’aggiunta di acqua fino ad ottenere una massa cremosa. Versare l’impasto in uno stampo e cuocere in forno a 220°C per circa 15 minuti.

