Il primo a dare autonomia alla Sabina, rispetto a Roma, fu Carlo Magno.

Tale importanza era destinata a resistere nel tempo come testimoniata dall’arte carolingia a quella longobarda.

Grande importanza lo ebbe l’ Abbazia di Farfa, che già nel VII secolo esercitava il controllo su tutta l’Italia centrale, un sito di grande bellezza architettonica e artistica e storicamente molto rilevante, favorito dalla posizione strategica, non lontano da Roma.

Altro elemento che conferisce a questa zona un’indelebile impronta medioevale è legato alla presenza di San Francesco e ai luoghi del santo: i santuari di Fonte Colombo, Greccio, Poggio Bustone e La Foresta.

Nella piana accanto al fiume Velino, poco prima che le colline sabine cedano il passo agli Appennini, sorge la città di Rieti, antica dimora regia delle popolazioni sabine. Intorno all’anno Mille, la città subì una terribile distruzione da parte dei Saraceni; ma venne ricostruita poco dopo e, insieme a una nuova cattedrale, fu dotata di torri e cinta muraria ancor oggi visibili.

Nel XIII secolo, nella cattedrale di Santa Maria, nel giorno della Pentecoste del 1289, papa Nicolò IV incoronò, con un rito solenne e memorabile Carlo II d’Angiò, figlio e successore di Carlo I, conferendogli il regno di Sicilia e Gerusalemme.

Verso il confine con l’Umbria la Sabina offre ancora scorci di medioevo.

Poggio Mirteto è un borgo cinto da mura trecentesche, conservate solo in parte, mentre resta intatto il dedalo di viuzze molto suggestive, che conducono alla duecentesca chiesa di San Paolo. Nel suo territorio Santa Maria in Vescovìo, cattedrale dei sabini fino al 1400, conserva ancora intatte le caratteristiche architettoniche del XII, e tutta la spiritualità medievale con gli affreschi due-trecenteschi che raffigurano storie bibliche.

A pochi chilometri, il borgo di Tarano, circondato da mura e torri, è dominato – come in tutti gli impianti urbanistici medievali – da una chiesa con un alto campanile. A soli 2 km, racchiuso da una cinta muraria, è anche Montebuono, anch’esso con una chiesa medievale duecentesca, che conserva dell’impianto originario solo parte della torre campanaria.

Il primo a dare autonomia alla Sabina, rispetto a Roma, fu Carlo Magno.

Tale importanza era destinata a resistere nel tempo come testimoniata dall’arte carolingia a quella longobarda.

Grande importanza lo ebbe l’ Abbazia di Farfa, che già nel VII secolo esercitava il controllo su tutta l’Italia centrale, un sito di grande bellezza architettonica e artistica e storicamente molto rilevante, favorito dalla posizione strategica, non lontano da Roma.

Altro elemento che conferisce a questa zona un’indelebile impronta medioevale è legato alla presenza di San Francesco e ai luoghi del santo: i santuari di Fonte Colombo, Greccio, Poggio Bustone e La Foresta.

Nella piana accanto al fiume Velino, poco prima che le colline sabine cedano il passo agli Appennini, sorge la città di Rieti, antica dimora regia delle popolazioni sabine. Intorno all’anno Mille, la città subì una terribile distruzione da parte dei Saraceni; ma venne ricostruita poco dopo e, insieme a una nuova cattedrale, fu dotata di torri e cinta muraria ancor oggi visibili.

Nel XIII secolo, nella cattedrale di Santa Maria, nel giorno della Pentecoste del 1289, papa Nicolò IV incoronò, con un rito solenne e memorabile Carlo II d’Angiò, figlio e successore di Carlo I, conferendogli il regno di Sicilia e Gerusalemme.

Verso il confine con l’Umbria la Sabina offre ancora scorci di medioevo.

Poggio Mirteto è un borgo cinto da mura trecentesche, conservate solo in parte, mentre resta intatto il dedalo di viuzze molto suggestive, che conducono alla duecentesca chiesa di San Paolo. Nel suo territorio Santa Maria in Vescovìo, cattedrale dei sabini fino al 1400, conserva ancora intatte le caratteristiche architettoniche del XII, e tutta la spiritualità medievale con gli affreschi due-trecenteschi che raffigurano storie bibliche.

A pochi chilometri, il borgo di Tarano, circondato da mura e torri, è dominato – come in tutti gli impianti urbanistici medievali – da una chiesa con un alto campanile. A soli 2 km, racchiuso da una cinta muraria, è anche Montebuono, anch’esso con una chiesa medievale duecentesca, che conserva dell’impianto originario solo parte della torre campanaria.