Serpentone alle Mandorle di Sant’Anatolia di Borgorose

Questo dolce a base di mandorle amare e dolci macinate, zucchero, uova, limone e caffè, dalla caratteristica forma di serpente, talvolta glassato, è tipico di Borgorose (Rieti), il delizioso borgo nel Cicolano a 40 minuti da Rieti e poco più di un’ora di autostrada da Roma.

Nel rituale racchiuso nel Serpentone, si fondono elementi pagani e cristiani, sia per la forma del dolce che per il significato di alcuni ingredienti.

Si narra che nel 249 d.C. Anatolia, martire e santa, chiusa in un sacco con dei serpenti velenosi, ne uscì il giorno successivo miracolosamente indenne. Simbolo del trionfo del bene sul male, Sant’Anatolia è rappresentata nell’atto di schiacciare il serpente. Da qui nasce la tradizione del Serpentone che, da oltre 16 secoli, si prepara il 10 luglio per la festa della Santa Vergine e Martire Anatolia nella frazione di Sant’Anatolia di Borgorose, per ricordare il martirio avvenuto nella città di Thiora (l’attuale Cartone).

I dolci a forma di serpente, tipici in numerose aree dello Stivale, si preparano al cambio di stagione per indicare la capacità rigeneratrice del serpente, il ciclo di morte e rinascita che ne faceva animale simbolo, anticamente, di Cerere, dea dell’agricoltura. Una tradizione legata a un simbolo di origine precristiana.
La simbologia della mandorla: ingrediente principe del Serpentone di Sant’Anatolia, nel mondo cristiano questo frutto rimanda all’interiorità nascosta nell’esteriorità. Ecco perché rompere il guscio della mandorla significa giungere alla fine di un cammino che permette di scoprire il cuore delle cose.

Dal retrogusto amaro e aroma di limone, il Serpentone di Sant’Anatolia si cuoce in forno a 180°C per 1 ora e ha una tipica forma acciambellata, spesso decorato con due ciliegie rosse come occhi e una mandorla come lingua.

 

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