Gavignano è un piccolo borgo su un promontorio tra i fiumi Rio e Sacco. Le strette e tortuose stradine salgono fino al Palazzo Baronale, dentro al quale si trova il Museo della Civiltà Contadina.

il Palazzo Baronale a Gavignano
Il Palazzo Baronale è il fulcro della storia cittadina. In origine fu un avamposto militare, poi castrum fortificato, quindi Palazzo eretto intorno al ‘maschio’. Nel 1198 nel castello di Gavignano nasce il futuro papa Innocenzo III, il pontefice che approvò la Regola di San Francesco d’Assisi.

Museo della Civiltà Contadina a Gavignano
Dopo un periodo di abbandono, il Palazzo Baronale ha ospitato attività culturali e congressi, e dal 2007 è sede del Museo della Civiltà Contadina.

Museo della Civiltà Contadina a Gavignano
Il Museo della Civiltà Contadina di Gavignano racconta la civiltà contadina nel borgo e nei dintorni. Nel museo demoetnoantropologico sono esposti oggetti della vita quotidiana, del lavoro e della vecchia scuola tipografica.

il Corteo Storico La Panarda – Facebook @Associazione Pro Loco Gavignano
A metà giugno si svogle il Corteo Storico La Panarda, la rievocazione storica del matrimonio contadino nel 1800 con il banchetto nuziale e la degustazione dei maccaruni gavignanesi, tra le esibizioni degli sbandieratori, musica e balli popolari.

Sagra dei Maccaruni Gavignanesi – Facebook @Associazione Pro Loco Gavignano
Alla Sagra dei Maccaruni alla Gavignanese all’inizio di agosto si degustano per tre giorni i sottilissimi maccheroni, rigorosamente tagliati a mano. I Maccaruni alla Gavignanese sono un primo piatto tradizionale dalla ricetta documentata già nel 1500.

i Maccaruni Gavignanesi – Facebook @Associazione Pro Loco Gavignano
Si tratta di pasta all’uovo tagliata molto sottile, quasi trasparente, cotta nel camino in un tradizionale recipiente di rame e condita sulla spianatora con sugo di carne di castrato, salsiccia di maiale, lardo, pecorino e regaglie di pollo.

Gavignano
La Fonte Meo o Gabinia si trova a circa 2,5 km da Gavignano. Fu scoperta alla fine del 1800 tra i ruderi di un’antica costruzione romana del senatore romano Aulo Gabinio. Dell’antico cunicolo di raccolta delle acque della fonte Meo sono oggi visibili i resti di una vasca.
Il restauro all’inizio del 1900 ha dato alla luce una fonte impreziosita da tre cannelle in bronzo ai piedi della dea Ebe, collocata in un tempietto. L’acqua sorgiva è limpidissima e ha ottime caratteristiche terapeutiche.
