L’Anguilla del Lago di Bolsena alla Vernaccia o ‘Mbriaca

Molto noto per aver eletto la Rocca dei Papi a Motefiascone come sua residenza, Martino IV, il francese Simon de Brion, salito al soglio pontificio nel 1281, è ricordato per la passione per le anguille DOC del Lago di Bolsena, la zona lacustre che dista poco più di mezz’ora da Viterbo e circa 2 ore da Roma.
Cucinate con la Vernaccia, sembra che il pontefice ne fosse così ghiotto da essere immortalato da Dante Alighieri nel Purgatorio tra i magrissimi golosi nel VI Girone (Divina commedia, Purgatorio, XXIV, 19-24) che ‘purga per digiuno le anguille di Bolsena e la vernaccia‘. Si dice che Martino lasciasse annegare le anguille del lago di Bolsena nel vino di vernaccia per poi arrostirle e mangiarle. La sua fama di goloso era nota anche all’epoca ed era già motivo di satira.
L’anguilla del lago di Bolsena alla vernaccia è ancora, dopo più di ottocento anni, un piatto ricercato pur non essendo tradizionale della Tuscia.

Ingredienti
Anguilla DOC del lago di Bolsena
vino Vernaccia
aglio
limone
olio EVO
peperoncino
alloro
rosmarino
sale
salvia

Procedimento
Pulire il pesce, tagliarlo in pezzi e metterli a marinare nel vino, la vernaccia, almeno per una notte, ricoprendo tutto il pesce e aggiungendo erbe aromatiche, come alloro e rosmarino, pepe e spicchi di aglio. Scolare il pesce e insaporirlo con olio, limone e sale. Arrostire il pesce e, se si usa uno spiedo, alternare i pezzi del pesce con foglie di alloro.
Se si preferisce la cottura in padella, farlo soffriggere con olio, aglio, rosmarino, salvia, peperoncino e sale. Lasciarlo cuocere fino alla doratura.

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