Museo civico archeologico di Arcinazzo Romano Villa di Traiano

Immersa nella splendida cornice degli Altipiani di Arcinazzo Romano (850m s.l.m.), si può ammirare la Villa di Traiano (98-111 d.C.), residenza di caccia di una delle figure più affascinanti del mondo antico.
Il sito è stato recentemente oggetto di scavi, anche se molta parte non è ancora venuta alla luce e occupa un’estensione di circa 5 ettari.
La Villa è stata oggetto di spogli già a partire dall’età tardo-antica, medievale e nel corso del Seicento.
Nei secoli successivi, alla fine del Settecento e a metà dell’Ottocento furono intrapresi alcuni interventi di scavo sostanzialmente per il recupero di materiali, ma bisognerà aspettare gli anni Sessanta del Novecento per parlare di vere e proprie campagne di scavo.
Durante quest’ultime furono riportati alla luce un piccolo settore lungo la via Sublacense, il muro di contenimento che delimita la terrazza inferiore e parte di quello analogo per la terrazza superiore, oltre alla zona del ninfeo.
Ci furono successive campagne di scavo di cui la più recente nel 1999 a cura della Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Lazio in cui sono stati riportati alla luci diversi elementi pittorici ed ornamentali, mentre è stata realizzata una pianta delle strutture ancora sepolte.
Il complesso è composto da due vaste plateae, la prima più in alto, la seconda più in basso e l’unica ad oggi ad essere oggetto di scavi.
La platea inferiore presenta il rivestimento del nucleo murario in opus mixtum di reticolato e fasce di mattoni mentre l’area centrale è occupata dal giardino. Se ora si immagina questo riempito di piante ornamentali, fontane ed architetture decorative, ci si può immaginare la sua bellezza e centralità all’interno della struttura.
Il portico a sud, che costituisce l’accesso all’area di rappresentanza, era decorato da affreschi continui su fondo scuro con costaluture in rosso mentre il pavimento era in marmo bianco.
Ad Ovest del giardino vi è la parte principale dell’intera platea da cui provengono il maggior numero di reperti, al cui centro vi è il triclinio. Sulla parete di fondo c’è un ninfeo con piccole nicchie da cui fuoriusciva l’acqua.
Al di sopra delle nicchie era presente una fascia formata da un mosaico composto da tessere in pasta vitrea, in modo da riflettere i raggi del sole, che colpendo il sottostante specchio d’acqua, creavano un gioco di luce e colori sulle pareti circostanti in marmo e stucco dorato.
Il pavimento era invece decorato in opus sectile.
La platea superiore costituiva invece la parte di abitazione privata della villa.

CONTATTI
Museo civico archeologico di Arcinazzo Romano Villa di Traiano – via Subiacense km 20,000, 00020 Arcinazzo Romano (RM)
Tel.: 0774.808006 – 348.1231869
email: direzione.villaditraiano@comunearcinazzoromano.it
sito web: https://www.museovilladitraiano.it/#
facebook: https://www.facebook.com/MuseoCivicoArcheologicoVilladiTraiano

 

Social share
INFO UTILI

SCOPRI ANCHE

12 Passeggiate tra 7 fiori in fiore nel Lazio

È tempo di vivere la natura in fiore in 12 passeggiate dalle mille sfumature di colori di 7 fiori in fiore nel Lazio, dalla Primavera fino all’Estate!

La Primavera e i colori dello sport in Sabina

Scopriamo con lo sport l’arcobaleno di colori a Primavera in Sabina, dall’azzurro dei cieli al blu delle acque, dal verde dei monti al rosso dei tramonti.

I luoghi “fuori luogo” nel Lazio

In questi luoghi “fuori luogo” è accaduto qualcosa d’inatteso per mano dell’uomo, della natura o del fato che ha cambiato la storia del borgo nel Lazio.

Roma sottosopra tra labirinti, cave e laghetti

Benvenuti nella Roma sottosopra, 3 luoghi sotterranei tra labirinti, cave, grotte e laghetti. Dove? Al Celio, a Monteverde e sotto il Parco dell’Appia Antica.

Viaggio nel Giardino di Ninfa. Benvenuti in Paradiso

Alberi secolari, fiori variopinti, antiche rovine, giochi d’acqua. Il Giardino di Ninfa è un’opera d’arte vivente, scoprirla è un’esperienza che accende i sensi

Il Menù di San Giuseppe alla Festa del Papà

Per la Festa del Papà abbiamo in serbo una sorpresa. Non solo i bignè ma un intero Menù di San Giuseppe alla scoperta delle tradizioni culinarie del Lazio.