Il Parco naturale regionale Marturanum si trova nel territorio viterbese e si estende per circa 1240 ettari.

 Veduta di Barbarano Romano dal parco, foto da Facebook@ParcoRegionale

Veduta di Barbarano Romano dal parco, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Tra i monti della Tolfa e il Lago di Vico si trova un polmone verde incantevole, un gioiello che in pochi conoscono.
Il Parco ricade nel comune di Barbarano Romano. Una leggenda vuole che il nome del paese fosse Marturanum, cambiato poi in Barbarano Romano in epoca medievale.
Il Parco consente di immergersi completamente in una natura selvaggia, incontaminata e di fare un viaggio tra le necropoli etrusche del Lazio.

Le vie di Barbarano Romano

Le vie di Barbarano Romano

Di più. Passeggiando tra le forre, i boschetti e i le cascate d’acqua si raggiungono eremi, roccaforti medievali e il paese di Barbarano Romano, che si trova all’interno del Parco.
Grazie alla presenza dell’acqua e alla scarsa frequentazione umana nel parco si possono ammirare specie animali rare e anfibie tra le quali la salamandrina dagli occhiali.

Foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Il Parco è una sequenza di valloni scavati nella roccia tufacea. La zona si è formata già in epoca vulcanica ed è per questo che le pareti di tufo sono costituite da sassi e lapilli. La roccia risulta come tagliata. Tra le forre ricche di vegetazione vivono moltissime specie animali. Lo spettacolo dall’alto, sopra le forre è mozzafiato e a queste altezze troviamo gli allevamenti a pascolo. Qui non c’è la presenza di acqua e la vegetazione è completamente diversa. Le rocce calcaree si alternano a cespugli e spini, quello che resta dal pascolo. Lì dove il transito è invece chiuso al bestiame troviamo qualche boschetto di macchia mediterranea che rende il paesaggio variegato ed estremamente suggestivo.

Particolare di un fiore, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Particolare di un fiore, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Tra questa vegetazione nidifica e vive la zerinzia, uno splendido esemplare di farfalla, tra le specie protette del parco.
All’interno delle forre, lungo i rigoli d’acqua, vivono invece tantissimi esemplari di felci che ci riportano in epoche lontane. Sotto i sassi dei torrenti diverse specie realizzano i propri bozzoli. Sugli alberi insetti grandi, maestosi, dalle geometrie bellissime fanno capolino mentre continuiamo la nostra passeggiata.

Passeggiando lungo i sentieri del parco, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Passeggiando lungo i sentieri del parco, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Il Parco è ricco di una rete di sentieri che gli amanti del trekking possono percorrere in tranquillità in quanto di facile accesso. Alcuni tratti possono essere attraversati in bicicletta, altri consentono una bella passeggiata a cavallo. Anche l’avifauna è molto ricca. Vola alto il falco pellegrino mentre ad altezze più basse, spesso in sosta, troviamo la cicogna nera. Tanti esemplari di nibbi bianchi e di bianconi si possono ammirare facendo qualche sosta lungo il percorso. Le ghiandaie marine, provenienti dall’Africa, con il loro azzurro sgargiante sono uno spettacolo per gli occhi.
Molti i mammiferi che popolano questo territorio tra cui la lepre, la volpe, il tasso, il gatto selvatico, la puzzola.

Le imponenti mole nelle Gole del Biedano

Le imponenti mole nelle Gole del Biedano

Nel bosco incantato del parco si arriva poi nella natura rigogliosa delle gole del Biedano, uno dei due fiumi che attraversano il parco.
Lungo il tragitto ci imbattiamo in alberi e sentieri completamente verdi, intervallati da mole e cascate formate dal fiume.
Si parte dal parcheggio di Barbarano Romano, si prende il sentiero che passa per il centro del paese, quindi superata la torre d’ingresso si procede verso Blera e da lì ci si addentra in un bosco fitto. Il paesaggio è spettacolare.

Il Ponte del Diavolo

Il Ponte del Diavolo

Proseguendo nel bosco si arriva ad un antico ponte romano chiamato Ponte del Diavolo. La natura e il paesaggio riempiono lo sguardo. Continuando lungo il sentiero troviamo un colombario rupestre e la cava buia. Durante il tragitto ci imbattiamo anche in testimonianze etrusche, quali la necropoli di Blera.
L’altro fiume che attraversa il parco è il Vesca, lungo il cui tragitto si possono percorrere dei sentieri altrettanto belli e ricchi di biodiversità.
Il Parco Marturanum è anche chiamato “Il Parco degli Etruschi”, per la presenza di numerose testimonianze archeologiche legate agli etruschi.
All’interno del parco si trovano molte tombe rupestri, dal valore inestimabile.

Necropoli etrusca di San Giuliano, foto da www.parchilazio.it

Alcune camere all’interno della necropoli etrusca di San Giuliano, foto da www.parchilazio.it

La necropoli più importante è certamente la necropoli di San Giuliano. La città dei morti venne costruita nel VII sec. a.C. In una zona vi sono degli insediamenti che risalgono addirittura all’età del Bronzo. Secondo gli attuali studi, San Giuliano è la necropoli etrusca che vanta la maggiore varietà e ricchezza di tipi sepolcrali. Le tombe più importanti sono il Tumolo del Caiolo, la Tomba del Carro e la Tomba dei Letti. Molto note anche le Tombe Palazzine e la tomba più monumentale, chiamata Tomba della Regina che presenta una facciata alta dieci metri. Importante è anche la Tomba del Cervo, che rappresenta la lotta tra questo animale e il lupo e che è stata scelta come logo stilizzato dell’area protetta.

La chiesa medievale di San Giovenale, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

La chiesa medievale di San Giovenale, foto da Facebook@ParcoRegionaleMarturanum

Una visita merita anche la rocca tufacea di San Giuliano dove si erge la chiesa medievale omonima, anch’essa fatta in tufo.

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