La Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa ha un’estensione di 3.540 ettari e presenta un aspetto tipicamente appenninico, con rilievi calcarei incisi da profonde valli e fitte foreste sovrastate da bastioni rocciosi tipici invece del tratto alpino.

Linea di cresta del Monte Morrone, sullo sfondo il monte Velino foto da www.riservaduchessa.it

Linea di cresta del Monte Morrone, sullo sfondo il monte Velino foto da www.riservaduchessa.it

Ai confini con l’Abruzzo in provincia di Rieti, il territorio si presenta incantevole, con percorsi trekking adatti per tutti.
Salendo di quota il paesaggio si presenta suggestivo e vario. Si attraversano boschi di cerro, frassino, sorbo, carpino e acero fino ad arrivare sopra ai 1200 metri alle splendide faggete. Sopra i 2000 metri invece il paesaggio si fa più aspro e si possono trovare ampi pascoli e creste rocciose.
Le vette  più alte della Riserva naturale sono il monte Morrone (2141 m slm) e il monte Murolungo (2184 m slm). Al monte Morrone segue il Vallone del Fua e il Vallone del Cieco che arrivano fino all’incontaminato Lago della Duchessa (1788 m slm).

 

Lago della Duchessa

Lago della Duchessa

Il Lago della Duchessa è il lago più alto del Lazio e uno dei più alti dell’Appennino centrale. E’ di origine carsica, come è possibile osservare dalle due doline che realizzano la caratteristica forma ad otto. E’ anche un lago di origine glaciale e non è alimentato né da fiumi né da sorgenti proprie, bensì dalle acque piovane e dalla neve.
Il Lago è classificato come poco profondo e si raggiunge, nel versante laziale, con una bellissima escursione attraverso un ripido sentiero che parte dal borgo di Cartore. Il nome Lago della Duchessa fu coniato dall’ingegnere bolognese Francesco De Marchi nel XVI secolo in omaggio a Margherita d’Austria, duchessa di Parma, Piacenza, Leonessa e Cittaducale.
Il lago balzò agli onori della cronaca il 16 marzo 1978 quando venne diffusa la notizia, poi smentita, che qui era stato trovato il corpo di Aldo Moro.

Queste montagne, questi luoghi di bellezza incontaminata, raccontano le vicende dei briganti della Banda di Cartore, riportandoci indietro nel tempo fino a metà dell’Ottocento, quando qui si consumavano crimini efferati e i briganti combattevano l’arrivo dei Sabaudi, che marciavano verso l’unificazione.
Il percorso fa parte del Cammino dei Briganti, un itinerario lungo 100 Km tra Lazio e Abruzzo suddiviso in 7 tappe da percorrere in 7 giorni.

La maestosa parete del Murolungo

La maestosa parete del Murolungo

Il Monte Murolungo invece si innalza sopra il Vallone di Teve.
Dal punto di vista storico-geografico il territorio dei Monti della Duchessa fa parte dell’area denominata Cicolano.
Nel territorio della Riserva si trova Corvaro, una frazione di Borgorose, dove nel 2016 è stato inaugurato il Museo archeologico del Cicolano.
Il museo raccoglie testimonianze degli Equicoli, popolazione italica che abitò il territorio prima dei romani e ha come fulcro il famoso tumulo che ha restituito 368 tombe romane e pre-romane. Dal “Aequiculi” deriverebbero i nomi “cicoli” e “cicolano”.
Corvaro è anche nota per il suo centro medievale sovrastato da un castello costruito tra X e XI secolo, di cui si possono ammirare le mura di cinta ellissoidali, le quattro torri a pianta circolare e l’ingresso principale denominato Porta Calata.
Ricca di biodiversità, la Riserva annovera tra la fauna tutte le specie più note e caratteristiche dell’Appennino centrale – ad eccezione del camoscio – tra cui il lupo, il capriolo, il cervo, il gufo reale, l’aquila reale, la vipera dell’Orsini e, sporadicamente, l’orso marsicano. Le diversità di habitat rendono possibile la presenza di specie tipiche delle praterie alto-montane, come boschi di latifoglie e boschi collinari.
Per gli amanti del birdwatching c’è la possibilità di avvisare rapaci: l’astore, lo sparviere e il lodolaio, il picchio dorso bianco, la coturnice e il fringuello alpino. Negli ambienti rupicoli è possibile avvistare il falco pellegrino, il lanario e il corvo imperiale.

 

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