Non lasciate Civita Castellana senza portarvi a casa una preziosissima ceramica del luogo. Arte, storia e cultura di questo angolo della regione sono tutti raccolti in un piatto prezioso, in un posacenere originale, in un vaso variopinto. Questa è l’arte della ceramica, che, in Tuscia è una cosa seria. Le origini della lavorazione della ceramica, infatti, sono da farsi risalire al popolo etrusco, i cui insegnamenti, ancora oggi a distanza di secoli, sono tenuti in gran considerazione.

Le ceramiche artistiche della Tuscia viterbese sono infatti protette da un severo disciplinare della Camera di Commercio di Viterbo e si contraddistinguono per essere prodotte con argille cotte a diverse temperature e lavorate almeno per il 60% a mano in laboratori artigianali autorizzati a fregiarsi del marchio Tuscia viterbese.

Due possono essere le tipologie di ceramiche: tradizionale o innovativa.

Nel primo caso si tratta di oggetti che rievocano, nelle forme o nelle decorazioni, gli standard storici della produzione ceramica del viterbese, così come si possono vedere nei Musei della provincia di Viterbo.

Nel caso invece della ceramica artistica innovativa, si tratta di manufatti che per stile, forma e tecniche di realizzazione rappresentano la naturale evoluzione di una specificità artigianale nota per originalità e creatività.

Oltre alla ceramica è molto interessante la lavorazione dei metalli comuni, anch’essa una delle caratteristiche più rilevanti del territorio già in epoca etrusca.

Le lavorazioni dei metalli odierne sono quasi totalmente industrializzate, tranne piccole realtà localizzate nei comuni della provincia e che hanno la dimensione di botteghe.

Nella provincia di Viterbo ci sono anche centri famosi per la lavorazione del legno come Bagnoregio, Corchiano e Lubriano, mentre Sutri è conosciuto per i numerosi laboratori di restauro dei mobili.

 


 

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