Piazza di Spagna, numero 31: questa è la casa in cui Giorgio De Chirico trascorse 30 anni della sua vita.
La casa museo Giorgio De Chirico nel centro di Roma è l’ultima dimora in cui l’artista visse con la seconda moglie Isabella Pakzswer Far.

L'ingresso alla Casa museo

L’ingresso alla Casa museo

“Dicono che Roma sia il centro del mondo e che Piazza di Spagna sia il centro di Roma, io e mia moglie, quindi si abiterebbe nel centro del centro del mondo, quello che sarebbe il colmo in fatto di centrabilità e il colmo in fatto di antieccentricità”

 

Così scrive De Chirico in Memorie della mia vita nel 1945, arrivato a Roma già nel 1944 dopo un lungo girovagare per molte città europee e un soggiorno importante a New York.
La città eterna era nel cuore dell’artista e rappresentava il luogo ideale in cui lavorare. Tra le rovine di Roma De Chirico poteva inebriarsi di quella cultura classica che poi rappresentava nei suoi quadri, in questa fase della sua pittorica definita classicismo mitologico.
La casa a Piazza di Spagna, con la vista sulla scalinata di Trinità dei Monti e Villa Medici, accanto allo storico Caffè Greco e alle ateliers di Via Condotti e Via del Babbuino rappresentava un cuore pulsante di storia, cultura e arte, centro nevralgico e riferimento per gli artisti sin dal Seicento.
Il pittore si stabilì definitivamente qui a partire dal 1948, quando aveva sessant’anni e vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1978.
Fu sepolto a Roma nella Chiesa di San Francesco a Ripa Grande.
La casa è diventata museo dal 1998, a vent’anni dalla scomparsa dell’artista, grazie al lascito della moglie che ha continuato a risiedere nell’abitazione dopo la morte del marito, apportando alcune modifiche nell’arredamento che così ci viene consegnato.
L’abitazione è su due piani ed è arredata con mobilia anni Cinquanta, secondo quindi il gusto contemporaneo all’artista.

Il salone della Casa di De Chirico e la Collezione delle opere di De Chirico foto da www.fondazionedechirico.org

Il salone della Casa di De Chirico e la Collezione delle opere di De Chirico foto da www.fondazionedechirico.org

Al piano inferiore entriamo nel grande salotto, uno spazio pensato come una living gallery in cui è esposta la Collezione di opere di De Chirico.
Sono circa 600 le opere in esposizione e datano in un periodo compreso tra il 1925 e il 1976.
Sono opere di pittura, scultura e lavori su carta che raffigurano i diversi momenti e fasi di produzione dell’artista, rappresentando in sostanza un unicum per la conoscenza del suo lavoro e della sua sensibilità.

Un altro ambiente salone con l'esposizione della Collezione delle opere di De Chirico foto da www.fondazionedechirico.org

Un altro ambiente salone con l’esposizione della Collezione delle opere di De Chirico foto da www.fondazionedechirico.org

Troviamo così esposte opere degli anni Venti e Trenta della Metafisica, i temi dell’autoritratto e del ritratto, del paesaggio, il periodo della “natura silente” o natura morta, il classicismo e l’ultimo periodo della “Neometafisica” (1968-1976). La collezione è particolarmente ricca di opere di quest’ultimo periodo, in cui De Chirico ritorna in maniera rinnovata sui soggetti dei Manichini e degli Archeologi, o su soggetti mitologici quali Ettore e Andromaca. Ancora De Chirico ripercorre i temi dei Soli, dei Bagni misteriosi, delle piazze d’Italia con le sue invenzioni spaziali.

Orfeo trovatore stanco, 1970 foto da www.fondazionedechirico.org

Orfeo trovatore stanco, 1970 foto da www.fondazionedechirico.org

La maggior parte delle opere della Collezione sono lavori di pittura. Si contano 306 dipinti che coprono un arco temporale che va dal 1930 al 1976, riferiti a tutte le fasi dell’artista. Troviamo anche in questo caso un’ampia raccolta di lavori della “Neometafisica”, con i riferimenti ai Manichini reinterpretati con colori accesi e atmosfere serene.

“Ero appena uscito da una lunga e dolorosa malattia intestinale e mi trovavo in uno stato di sensibilità quasi morbosa. La natura intera, fino al marmo degli edifici e delle fontane, mi sembrava convalescente. (…) Il sole autunnale, tiepido e senza amore illuminava la statua e la facciata del tempio. Ebbi allora la strana impressione di vedere tutte quelle cose per la prima volta”

Sono le parole di De Chirico da cui scaturì il primo dipinto metafisico L’enigma di un pomeriggio d’autunno del 1910, esposto per la prima volta a Pagiri, durante il Salon d’Automne del 1912.
De Chirico era nel frattempo venuto a contatto con il pensiero di Schopenhauer e Nietzsche che influenzarono profondamente il suo lavoro.
Di Nietzsche in particolare l’artista si considerava allievo ed interprete fedele. In questa prima opera metafisica troviamo l’eredità piena del filosofo, della sua idea di realtà come improvviso disvelarsi, del concetto di enigma come visione e della sua concezione dell’eterno ritorno, come vengono esposte in Così parlò Zarathustra, opera cha De Chirico conosceva molto bene. Anche il legame con il dolore è un riferimento tipicamente nietzschiano.

Efebo con cavallo 1949 foto da www.fodazionedechirico.it

Efebo con cavallo 1949 foto da www.fodazionedechirico.it

 

Molto importante anche la collezione di dipinti del classicismo mitologico. L’artista si immerse in questa fase, uscito dall’esperienza della Metafisica, non riscontrando però il successo sperato. La critica continuava a preferire le opere precedenti con grande rammarico di De Chirico che invece si sentiva ora decisamente più maturo. Per ingannare i critici d’arte De Chirico produsse in questi anni varie opere in stile Metafisico che datò a prima del 1920.
Tra le opere di scultura ricordiamo Gli archeologi del 1940 una piccola terracotta policroma dipinta a mano, le scultura in serie colate in bronzo, poi dorate ed argentate con le quali De Chirico traspone nell’arte plastica i suoi soggetti pittorici. Come la monumentale Ettore e Andromaca che accoglie i visitatori nell’atrio del Palazzo di Piazza di Spagna.
La fondazione conserva anche un’ampia collezione di opere su carta tra cui disegni, acquarelli e litografie alcune delle quali risalgono al periodo parigino del 1925-30 e costituiscono le opere più antiche della collezione.

Studio d'arte di De Chirico

Studio d’arte di De Chirico

Tuttavia il cuore della casa museo dell’artista è rappresentato dal suo studio d’artista che si trova al secondo piano dell’abitazione, dove si trovano gli ambienti più intimi della casa tra cui le stanze da letto.
Lo studio è conservato con tutti gli strumenti che furono dell’artista: pennelli, colori, cornici e la tavolozza usata dal Maestro sono ancora lì, come se lui stesse per mettersi all’opera. Dall’ampia apertura del soffitto filtra la luce che illumina il cavalletto e la tela, su cui rimane il tratto di un’opera appena accennata. Guardando accuratamente l’officina si notano tanti piccoli oggetti che ci parlano del pittore visionario, tra i cui i suoi amuleti, proprio vicino alla tela, essendo egli persona molto scaramantica. Pare ancora di sentirlo il Maestro che cammina guardando i suoi lavori e indugia con fare sornione.
La casa conserva anche la Biblioteca di De Chirico e le sue opere.
Uno dei più grandi artisti del XX secolo De Chirico, che tanto influenzò i suoi contemporanei e successori (Dalì, Magritte), forse non abbastanza conosciuto al pubblico ma il cui genio potrete assaporare e conoscere l’uomo, visitando questi luoghi.

CONTATTI
Casa museo Fondazione Giorgio e Isa De Chirico – Piazza di Spagna 31 – 00187 Roma
Tel.: 066796546
Email: museum@fondaziondechirico.org
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