Alle porte di Roma, a circa 30 minuti di macchina dalla Capitale, esistono mete ideali per riscoprire le bellezze dei borghi storici del Lazio e soprattutto per assaporare la cucina nostrana, fatta di sapori autentici e genuini e frutto di antichi mestieri e conoscenze.

Basta una giornata o un week end fuoriporta per visitare quei borghi meno conosciuti ai turisti, paesi dove il tempo sembra essersi fermato, dove forti tradizioni fanno riscoprire il sapore di una vita lontana dai ritmi frenetici delle grandi città.

Quale momento migliore dell’autunno per immergerci nei colori caldi di questa stagione, tra visioni suggestive, passeggiate tra i boschi, paesaggi ricchi di storia e piatti che hanno i sapori di una volta? Ideale per un viaggio lento on the road, il nostro itinerario ci porta alla scoperta di tre borghi alle porte di Roma, scopriamoli insieme.

PALESTRINA

La nostra prima tappa è a soli 40 km da Roma. Da quasi tremila anni, Palestrina domina sulla campagna al sud di Roma. Passeggiamo tra le stradine, perdiamoci curiosando tra i vicoli e le scalinate figlie di un tempo passato e raggiungiamo il centro storico.

Da non perdere una visita a Palazzo Barberini, dalle cui finestre si può scorgere un suggestivo panorama sulla vallata. Intorno all’abitato medievale, Palestrina conserva ancora le vestigia dell’imponente Santuario della Fortuna Primigenia che caratterizza l’aspetto della città. Il santuario è un grandioso complesso culturale dedicato alla Dea Fortuna. Proprio dal Santuario della Fortuna Primigenia, da questo borgo all’ombra del Monte Ginestro, il regista turco Ferzan Özpetek ha tratto ispirazione per il titolo del suo film. Oggi il palazzo restaurato è la sede del Museo Nazionale Archeologico di Palestrina.

Tra le stradine di questo piccolo borgo, nelle botteghe artigiane vengono tramandati antichi mestieri che portano avanti tradizioni storiche come la lavorazione del rame, della ceramica e del ferro battuto. Entrate a curiosare in una delle botteghe d’arte dove ancora oggi vengono prodotti oggetti legati all’antica storia artistica della città.
Se camminando su e giù per le scalinate vi è venuta fame, approfittatene per fermarvi in uno dei tanti ristorantini del paese per assaggiare alcuni tra i piatti tipici locali. Il piatto caratteristico per eccellenza è la sagna, la pasta povera, fatta a mano con acqua e farina. Gnocchetti a cò de soreca con ragù di carne di maiale, polenta con salsicce e spuntature, pasta e fagioli, carne alla brace o lessata nel sugo, coniglio alla cacciatora, formaggi e dolci secchi sono le specialità locali che vi consigliamo di non perdere. Se poi avete voglia di dolce, fermatevi a gustare i tipici giglietti di Palestrina: potete trovare questi biscotti secchi e fragranti a forma di giglio in uno dei presidi Slow Food della zona.

CASTEL SAN PIETRO ROMANO

Proseguendo per soli 3 km, sopra Palestrina, troviamo Castel San Pietro Romano, paesino che merita una visita per la vista panoramica sulla campagna romana fino a Roma e al mare di Anzio. Questo piccolo borgo conserva intatta la sua struttura medievale; posto sul Monte Ginestro a ridosso della Valle del Sacco, è stato inserito tra i “Borghi più Belli d’Italia” e premiato come una delle “100 mete d’Italia”.

Prendetevi un paio d’ore per scoprire il centro storico, mentre vi perdete a curiosare tra le sue stradine e le piazze caratteristiche, alla ricerca dei diversi punti panoramici sulla Valle del Sacco. Da non perdere le mura ciclopiche in cui è racchiuso il paesino: si tratta di possenti mura poligonali datate tre il VI e il V secolo a.C. Non dimenticate di assaggiare alcuni tra i piatti tipici della cucina romano-montana, tra cui gnocchi a coda de sorica, pasta e fagioli, spezzatino e carne alla brace.

Vi consigliamo di non perdere l’occasione di scoprire questo borgo attraverso il MUDI (Museo Diffuso di Castel San Pietro Romano), che propone un percorso tra archeologia, storia, arte e natura, cibo e cinematografia. Il paese deve infatti la sua fama al cinema: fu scelto come set da alcuni importanti registi che cercavano un paese che non avesse ancora conosciuto lo sviluppo edilizio e economico. Tra i film più noti, ‘Pane, amore e fantasia’ con Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida. Per gli amanti delle passeggiate e dei percorsi per un pò di trekking, la Valle delle Cannucceta è un’area naturale protetta che si estende per circa 20 ettari, dichiarata Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 1995. Il parco accoglie una variegata quanto pregevole quantità di specie faunistiche e floristiche che rappresentano specificamente le tipicità del paesaggio collinare e submontano laziale.

ZAGAROLO

Ultima tappa: Zagarolo. Circondata da verdi boschi e dalla natura incontaminata, questo paesino di origine medioevale ha un tessuto urbanistico regolare, dominato dal cinquecentesco Palazzo Rospigliosi, risultato della trasformazione della originaria fortezza difensiva in una residenza principesca; negli anni sessanta, per interessamento di Elvina Pallavicini, un accorto restauro ha restituito il Palazzo all’antico splendore.

Prendetevi il tempo per una visita delle sue belle sale caratterizzate dagli affreschi. All’interno del palazzo è stato allestito il Museo del Giocattolo, una piacevole esposizione di giochi e giocattoli di tutti i generi.

Tra gli edifici più interessanti troviamo il Convento di Santa Maria delle Grazie, il Palazzo del Gonfaloniere, la vignolesca Collegiata di San Lorenzo, la Parrocchiale di San Pietro Apostolo e la Fontana con vasca romana in Piazza Santa Maria; nei pressi del Comune, in via Fabrini, c’è ancora l’antica pesa con le misure in uso nel comune, ‘custodite’ da un busto noto come “Lu Giustu”, il giusto.

Qui siamo nella patria del tordo matto di Zagarolo PAT, un involtino di carne di cavallo condito con pitartima (coriandolo), e della DOC Zagarolo, un vino bianco tipico dei Castelli Romani, legato alla tradizione delle “fraschette”, cioè della frasca che indicava al viaggiatore la mescita di vino nuovo. Ottime le altre DOC Castelli Romani, Montecompatri Colonna.

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