Vogliamo raccontarvi il nostro fine settimana nell’Isola di Ventotene tra mare, storia, cultura e tanto buon cibo.

Ventotene

Imbarcati sul traghetto e giunti alla vista dell’inconfondibile isola dalle tante case colorate, non possiamo non rimanere affascinati alla visione dell’antico porto di origini romane che ancora oggi accoglie piccole e medie imbarcazioni.

Ma è a poca distanza, dove sorge il porto nuovo, che scendiamo dal traghetto e con i piccoli trolley ci avviamo verso la nostra abitazione che si trova nella parte alta del paese. Già nell’attraversare le passerelle ed il viottolo del porto ci immaginiamo il riflesso notturno delle luci sull’acqua con il gradevole vociare delle persone sedute nei locali ed intente a sorseggiare su un calice uno degli ottimi vini prodotti sull’isola.

Cala Nave – Ventotene

Molte sono le splendide spiagge godibili, qualcuna raggiungibile soltanto via mare, cosa che faremo nei giorni seguenti in occasione di uno dei tanti tour organizzati in barca che circumnavigano l’isola. Per il momento decidiamo di fare il nostro primo bagno scendendo verso la spiaggia di Cala Nave, da dove passeggiando sugli scogli si può tranquillamente arrivare fino al Faro e vedere dall’alto il porto antico e le peschiere modellate nelle rocce vulcaniche di tufo, a testimonianza del periodo romano.

Santo Stefano vista da Ventotene

Il mare è di un blu intenso, ed i riflessi del sole sulle rocce e sui fondali ci regalano una seduta di cromoterapia naturale. Prima di lasciare la spiaggia rimaniamo ammaliati dal tramonto che colorando il cielo di rosso e di rosa esalta la maestosità del carcere borbonico sulla vicinissima Isola di Santo Stefano. Costruito nel 1795 dal Re Ferdinando I delle Due Sicilie, ha funzionato come istituto di pena fino al 1965. Da pochi anni è stato annunciato un piano di recupero e di riutilizzo del carcere in ottica europeista, utilizzando la storica (e, all’epoca avveniristica) struttura per la realizzazione di un centro di alta formazione.

Si è fatto buio e per decidere dove cenare c’è solo l’imbarazzo della scelta. Numerosi sono i ristoranti, tutti con qualche particolarità, da quello scavato nel tufo a quello incastonato sulla roccia, da quello con vista sul mare a quello con scorci sul bellissimo borgo, ma tutti sono specializzati a servire degli ottimi piatti di pesce compreso il freschissimo “pescato del giorno”, abbinandoli sempre a dei buoni vini.

La mattina seguente, svegli di buon’ora facciamo colazione nel bar della piazzetta del municipio, qui i bambini giocano mentre i loro nonni parlano e leggono il giornale sulle panchine.

Oltre alla possibilità di poter noleggiare piccole imbarcazioni per circumnavigare l’isola, fare bagni ed ammirare da vicino l’isola di Santo Stefano, per i più sportivi vi è l’occasione di frequentare le scuole di diving con corsi, immersioni guidate e turismo subacqueo nella Riserva Naturale di Ventotene ove ci sono i fondali tra i più belli del Mediterraneo.

Carcere dell’Isola di Santo Stefano

Ma oltre alla natura, quest’isola baciata dal sole e scolpita dal mare e dal vento offre anche tanta storia da vedere ed assaporare. Con una bravissima guida turistica abbiamo visitato le Cisterne Romane, luogo di raccolta di acqua piovana per i romani, diventate poi abitazione per monaci ed eremiti dal V d.C., di prigionia sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone ed infine rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. A proposito di quel periodo bellico, Ventotene era diventata il confino per molti oppositori del regime, trasformandosi di fatto in un vero e proprio laboratorio politico. Famosi furono i tre confinati (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni) che scrissero il manifesto “Per un’Europa libera e unita”, poi noto con il nome di Manifesto di Ventotene, che ispirerà in seguito il processo di integrazione europea culminato con la nascita dell’Unione Europea.

Non poteva mancare il tour fatto sempre sulla terraferma con la stessa brava guida, presso i resti di Villa Giulia, situata sul promontorio di Punta Eolo, qui la figlia dell’imperatore Augusto fu portata in esilio perché accusata di tradimento.

Per i souvenir, le vie sono ricche di piccole botteghe con prodotti artigianali, la mongolfiera, simbolo della festa patronale di S. Candida, è ovunque come i piccoli sacchetti di lenticchie, le trecce di aglio ed i mazzetti di peperoncino.

Nel riprendere il traghetto che ci porterà a casa, un pizzico di nostalgia ci attanaglia, la permanenza a Ventotene ci ha donato la consapevolezza che questa piccola isola dall’aspetto selvaggio offre qualcosa di unico al corpo ed all’anima. Un luogo dove tornare e vivere lentamente il tempo.

Non perdere anche tu questa esperienza, Ventotene ti aspetta.

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