San Donato Val di Comino a 728 mt di altitudine, in posizione dominante sulla Val Comino, è noto come il paese degli Scalpellini. È un borgo Bandiera Arancione, prestigioso riconoscimento assegnato dal Touring Club Italiano per la qualità dello sviluppo turistico-ambientale.

gli spuort’ al tramonto
Il nucleo storico è un labirinto di pietra caratterizzato da tortuose stradine, vicoli, passaggi coperti, gli “spuort’” in dialetto, e piazzette, in un perfetto disegno medievale che aveva scopi difensivi anche nei confronti del clima, con i vicoli che spezzano l’impeto del vento gelido.

panorama sulla Linea Gustav dalla Torre dei Conti d’Aquino
A guardia del paese si erge la Torre dei Conti d’Aquino, orientata secondo le declinazioni del sole, secondo gli equinozi e i solstizi, come si usava fare al tempo. Come una bussola, indica i quattro punti cardinali. La Torre fu costruita nel 1200 dai Conti di Aquino, la famiglia feudataria della valle. Era una torre di difesa e un rifugio in caso di attacco, privo di porte di accesso, a meno di quella aperta negli anni ’80. La parte inferiore serviva da cisterna.

Salita al Castello e al Santuario di San Donato Vescovo e Martire
La leggenda racconta che sotto la Torre c’era un drago che custodiva un tesoro. La Torre aveva un passaggio segreto, un cunicolo che si ricollegava al Santuario di San Donato, raggiungibile con le ripide scalinate che portano a Largo San Donato, cuore dell’antico Castello. I cunicoli non erano scavati ma generati naturalmente dal territorio roccioso e scosceso, quando era spianato per erigere una costruzione al di sopra.

Chiesa di Santa Maria e San Marcello
La Chiesa di Santa Maria e San Marcello risale al 1300, poi ampliata nel 1700 divenendo a 3 navate. Dal 1700, si conserva il corpo della Compatrona Santa Costanza Martire. Durante la guerra, offrì un rifugio agli ex prigionieri alleati e agli internati ebrei. Sopra la torre campanaria della chiesa, troviamo un mascherone.
I mascheroni sui portali avevano lo scopo di allontanare il monacello, il folcloristico folletto locale. Nella leggenda meridionale, i “monacelli” erano figure fantastiche che rappresentavano dei bambini morti prematuramente o prima di nascere. Queste opere degli scalpellini sandonatesi servivano a respingere gli spiriti maligni.

San Donato Val di Comino FR chiave di volta, opera degli scalpellini locali – comune.sandonatovaldicomino.fr.it
Girando tra le vie principali del paese, delle particolari chiavi di volta in pietra adornano i palazzi, un’altra viva testimonianza dell’opera degli Scalpellini sandonatesi. Sono piccole opere d’arte ricche di simbologie che identificavano il ceto sociale delle famiglie. All’inizio del 1700, in Italia governavano gli Asburgo e fu costruita una caserma sulla strada principale che porta alla montagna. In alto, il giglio della famiglia nobiliare.
Salendo per Via Maggiore, aperta nel 1500 con lo sviluppo del paese a valle, s’incontra la cosiddetta “pietra dello scandalo”, dove sedeva sopra il debitore insolvente nel 1500.

Museo del Novecento e della Shoah
Il Museo del Novecento e della Shoah racconta le vicende degli ebrei stranieri a San Donato Val di Comino, luogo di occupazione tedesca, deportazione e internamento libero tra le più importanti d’Italia.

Museo del Novecento e della Shoah, Gabriella Cazar e suo figlio Italo Raffaello Levi
Il Museo ricostruisce in otto sale la storia di San Donato durante la Seconda guerra mondiale nel Novecento, come l’emigrazione in America e l’immigrazione di ebrei stranieri e rifugiati politici.

Percorso della memoria nel borgo di San Donato
Il Museo fa parte del circuito Liberation Route Europe, l’itinerario culturale voluto dal Consiglio d’Europa che connette luoghi, persone ed eventi che sono stati protagonisti della liberazione dell’Europa dall’occupazione nazi-fascista.

Il Memoriale
La storia è raccontata nei Sentieri della Memoria, da percorrere a piedi o in bicicletta, che mettono in collegamento i luoghi attraversati dagli Alleati, tra il 1943 e il 1945, nel panorama europeo. Fa parte del circuito della memoria nel borgo anche il Memoriale della Shoah.

Memoriale della Shoah, le linee affilate
Una semplice piazza, a prima vista, che il 27 gennaio 2023 è diventata il Memoriale della Shoah, una grande pietra d’inciampo che commemora il drammatico percorso vissuto dai 16 ebrei stranieri internati a San Donato Val di Comino che il 6 aprile 1944 furono catturati con l’inganno per essere poi deportati ad Auschwitz. Il Memoriale racconta questa storia attraverso una sequenza di sette simboli chiave: accoglienza, inganno, baratro, memoria, speranza, futuro, Europa Unita.

Albero di Natale al Rockefeller Center di New York il 21 12 1931 con dedica di Mario Cuomo fronte 1999
L’albero di Natale più famoso al mondo al Rockefeller Center di New York è di un emigrato nato nel 1884 a San Donato Val di Comino. La sua storia di gratitudine, resilienza e orgoglio affonda le radici nell’operosa dignità di Cesidio Perruzza. Negli anni della Grande Depressione, “Joe Blaster”, così lo chiamavano tutti a New York, decorò il primo albero di Natale con un gruppo di operai italiani in quella piazza, con materiali di recupero per celebrare il lavoro e la vita degli emigrati italiani.

Gerardina riceve la foto nel 1999 dell’Albero di Natale al Rockefeller Center di New York il 21 12 1931 con dedica di Mario Cuomo
“New York ringrazia la gente di San Donato Val di Comino”
Sono queste le parole di Mario Cuomo sul retro di una foto datata 24 dicembre 1931. L’ex governatore dello Stato di New York e figlio di emigrati italiani, riportò alla luce questa storia nel 1999, donando una fotografia del Natale del 1931 alla famiglia Perruzza. Nella foto si vedono gli operai italiani in fila per ritirare la paga settimanale, con il primo albero di Natale decorato alle spalle, nel cantiere del Rockefeller Center.

Foliage al valico di Forca d’Acero, San Donato Val di Comino foto da Facebook @visitvalledicomino
Situata all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, San Donato Val di Comino costituisce un passaggio obbligato per chi voglia attraversare il passo di Forca d’Acero a 1538 metri di altitudine, uno dei valichi appenninici più belli e suggestivi del centro Italia.

Forca d’Acero a San Donato Val di Comino
Al confine con il vicino Abruzzo, la strada che conduce a Forca d’Acero è in salita e il cambio della temperatura si percepisce sensibilmente. Il sottobosco ricco di foglie, il sole che fa capolino tra le fronde mosse dalla leggera brezza mattutina, il contrasto dell’asfalto umido che sembra scorrere come un fiume fra immensi alberi, sono i soggetti ideali per scatti indimenticabili.

oliva cultivar Marina sandonatese
Tra i piatti dell’antica tradizione è da annoverare la singolare Cipollata, un piatto unico di cipolla, formaggio e uova. La cultivar Marina si narra provenga dalla Spagna, importata dalla famiglia De Marinis per piantarla intorno alle mura del Castello di San Donato. Questa oliva tipica sandonatese è ricca di antiossidanti e ha una nota molto piccante. In uno dei frantoi locali è custodita una pietra in granito di oltre 70 anni.

Via di Banda a San Donato Val di Comino
A fine luglio si svolge ViaDiBanda, il Festival delle Arti di Strada e delle Bande Marcianti che invade il borgo con le esibizioni di bande musicali provenienti dal mondo, gli spettacoli di giocoleria, acrobatica, clownerie e improvvisazione teatrale. Non mancano le degustazioni di prodotti tipici.
