San Gregorio da Sassola si trova nell’antico fondo Ancesano, donato da Gregorio Magno nel 587 al monastero di Sant’Andrea al Celio. Siamo sui monti Prenestini, alle pendici del monte Cerella.

San Gregorio da Sassola – Facebook @ComuneSanGregorio
Il toponimo risale al periodo successivo all’Unità d’Italia, nell’errata convinzione che corrispondesse all’antica città di Saxula. Il nucleo medievale è costruito secondo il classico schema con il castello baronale all’apice e due accessi principali, uno in piazza Brancaccio e l’altro all’antica Porta Peti. L’ampliamento barocco della struttura del borgo è ben distinto e prende il nome di Borgo Pio.

Castello Brancaccio – Facebook @proloco.sangregoriodasassola
Tra caratteristici vicoli e piazzette, fa capolino il Castello Brancaccio, costruito nel X secolo e modificato alla metà del XVII secolo. Alla fine del 1800 divenne una proprietà dei principi Brancaccio e, in fine, dalla fine del 1900 è proprietà comunale. Si accede al Castello da un suggestivo ponte levatoio. All’interno custodisce alcuni affreschi cinquecenteschi, attribuiti al manierista Federico Zuccari. L’accesso è consentito alle persone con disabilità.

Chiesa di San Gregorio Magno – comune.sangregoriodasassola.rm.it
La Chiesa di San Gregorio Magno sorge nel centro storico nel 1500. Nella navata unica è custodita una tavola trecentesca con l’immagine del Salvatore e una settecentesca Madonna con San Gregorio e Santa Silvia. Il 12 marzo si celebra la Festa di San Gregorio Magno in processione con la statua cinquecentesca del Santo Patrono.

Chiesa della Madonna della Cavata – comune.sangregoriodasassola.rm.it
La Chiesa della Madonna della Cavata, cinquecentesca, custodisce un’immagine trecentesca della Madonna ritrovata miracolosamente sotto terra da alcuni contadini intenti al lavoro dei campi.
Tra i primi piatti tipici locali, spiccano le “sagne co’jaju pistatu”, le fettuccine caserecce condite con ragù, pomodoro e molto aglio. Tra i dolci, troviamo le Pagnottelle di Sant’Antonio, tradizionalmente preparate con con farina, olio, anice e ricotta, e distribuite all’alba del 17 gennaio.
