Alla scoperta delle realtà artigiane: Bolsena e la lavorazione della pelle

Natale si avvicina e quest’anno più che mai sarebbe bello sostenere i piccoli commercianti e le realtà artigiane che offrono prodotti di ottima qualità e che, a causa della pandemia in corso, stanno attraversando un momento difficile.

Prendiamo uno dei piccoli e meravigliosi borghi di cui è costellata la nostra regione: Bolsena. In ogni realtà si respirano tradizioni, antichi mestieri spesso tramandati di generazione in generazione che affondano le proprie radici nelle civiltà di un tempo. Luoghi che emanano tranquillità, relax e il lusso di lasciarsi andare alla bellezza, al riscoprire i sensi che spesso le città caotiche in cui viviamo possono offuscare, dandoci l’opportunità di conoscere prodotti realizzati a mano con passione e professionalità. Siete pronti per scoprire i prodotti che il territorio offre? Perché non cogliere l’occasione di una gita fuori porta e tornare a casa con oggetti incredibili fatti a mano da regalare ai nostri cari?

Bolsena è a soli 30 chilometri da Viterbo e a circa due ore di macchina da Roma. Ideale per gli sport come vela, pesca sportiva, canoeing, immersioni, trekking, mountain biking e passeggiate a cavallo, questa meraviglia ospita tanti piccoli laboratori artigiani che si occupano della lavorazione della pelle.

Nelle botteghe del paesino, nel cuore della terra etrusca, vengono realizzati e venduti oggetti in pelle di vacchetta, portando avanti la tradizione della lavorazione artigianale di qualità. Passeggiando per le viuzze che si snodano tra le abitazioni, è possibile imbattersi in botteghe e laboratori le cui proposte spaziano dalle borse alle cinture, dai portafogli ai portachiavi. Sta alla fantasia degli artigiani sbizzarrirsi con gli oggetti da realizzare: agende, scatole e oggetti, proprio su richiesta dei clienti.

La lavorazione del cuoio è una peculiarità della zona e si avvale di antiche tecniche quali lo sbalzo medievale. Tra le cinture, cercate quelle etrusche, la cui particolarità è data dall’assenza della fibbia; al suo posto viene utilizzato un nodo per la chiusura; queste cinture sono adatte ai pantaloni ma possono essere indossate anche sopra le giacche, vestiti o maglioni, per dare quel tocco in più con un accessorio unico e realizzato a mano.

Entrate nelle botteghe e scoprite con quanta passione gli artigiani si dedicano alla lavorazione della pelle. Scoprirete che, partendo dal modello cartaceo, si attraversano diverse fasi, tutte rigorosamente a mano: il taglio, lo sbalzo medievale, la colorazione a tampone, la cucitura. È proprio l’antica tecnica dello sbalzo a rendere ancora più unico ogni pezzo realizzato; praticata fin dal medioevo, permette di personalizzare qualsiasi oggetto anche su richiesta del cliente; il cuoio deve essere lavorato su entrambe le facce. I rilievi a sbalzo vengono preparati pressando a caldo il cuoio inumidito, fra due stampi sistemati in una pressa: uno degli stampi porta cesellato (incavato) il disegno da sbalzare, l’altro, il controstampo, riporta lo stesso disegno, ma a rilievo.

Approfittate di questa tappa lungo la Via Francigena del Nord e la Strada dei Vini dell’Alta Tuscia per godere delle bellezze del borgo. Immergetevi nei colori della Tuscia, gustatevi gli incredibili paesaggi naturali che circondano Bolsena.

Perdetevi tra le stradine che risalgono al III sec. a.C., quando il paese fu popolato dagli abitanti scampati alla distruzione di Velzna, prestigiosa città etrusca di cui si ha traccia nei resti delle necropoli del Parco Archeologico Naturalistico di Turona, le tombe a camera e a fossa (III sec. a.C. – IV sec. d.C.).

Non dimenticate di fare una visita al cinquecentesco Palazzo Cozza Crispo (oggi Del Drago) e la Fontana di San Rocco, realizzata su commissione di Giovanni de’ Medici e ancora oggi ritenuta dai bolsenesi miracolosa, tanto che il 16 agosto si celebra la benedizione delle acque.

La barocca Cappella del Miracolo ricorda il prodigio dell’ostia da cui sgorgò sangue tra il 1263 e il 1264. All’interno, è custodita la statua di Santa Cristina, la Patrona della città che si festeggia il 24 luglio con la Sacra Rappresentazione dei Misteri di Santa Cristina, i quadri viventi davanti ai quali sosta la processione con la statua della Santa dal 1811.

Social share
SCOPRI ANCHE

La Pietra d’Inciampo a S. Donato Val di Comino

Per non dimenticare i superstiti liberati il 27 gennaio ’45 da Auschwitz, siamo andati al Memoriale della Shoah a S. Donato Val di Comino, una Pietra d’Inciampo.

La Giornata della Memoria in 5 luoghi nel Lazio

Esistono luoghi-testimonianza nel Lazio che raccontano il senso della Giornata della Memoria. Eccone alcuni per celebrare il 27 gennaio, per non dimenticare.

Ciaspolando sul Terminillo tra miti e leggenda

Se in città piove, in montagna nevica. Seguiamo questa indicazione per dare forma alla prima giornata sulla neve, ciaspolando sul Terminillo tra miti e leggenda.

Tra gli Altipiani di Arcinazzo di bianco vestiti

Si apre un sipario candido sugli Altipiani di Arcinazzo: inizia lo spettacolo invernale a Arcinazzo Romano, Trevi nel Lazio e Piglio. Siamo sui monti Simbruini!

Sant’Angelo di Roccalvecce, Paese delle Fiabe

C’era una volta il Paese delle Fiabe a Sant’Angelo di Roccalvecce. E ancora c'è! Questa piccola frazione di Viterbo è la testimonianza di come la fantasia e l’ingegno attraverso l’arte, possano restituire valore a ciò che è stato a lungo dimenticato. Ecco la storia....

10 luoghi imperdibili che non ti aspetteresti nel Lazio

Nella Giornata Mondiale del Turismo 2024 viaggiamo insieme nei 10 luoghi imperdibili che non ti aspetteresti di vedere nel Lazio, siti spettacolarmente unici.

In viaggio nel Lazio bizzarro tutto è possibile

Viaggiamo nel Lazio bizzarro per scoprire luoghi insospettabilmente strani, macabri o paradisiaci, e sempre avvolti in un alone di mistero e sorpresa.

Alice nel Lazio delle Meraviglie

Entriamo nei boschi fiabeschi del Lazio dove perderci per ritrovarci, un po’ come accadde ad Alice nel Paese delle Meraviglie.

7 luoghi “fuori luogo” nel Lazio

In questi luoghi “fuori luogo” è accaduto qualcosa d’inatteso per mano dell’uomo, della natura o del fato che ha cambiato la storia del borgo nel Lazio.

La grande Festa di Sant’Antonio Abate a Posta

La Festa di Sant’Antonio Abate a Posta è il 17 gennaio con alcuni riti contadini: Taglio e Sfilata delle Stanghe, il Falò, Sagra degli Zampetti e la Polenta.