A Genazzano c’è un luogo che esce dalla mano di un architetto illuminato come il Bramante e dal desiderio della famiglia Colonna, è il Ninfeo del Bramante. Ecco la sua storia e il suo significato.

Ninfeo del Bramante - Genazzano

Erano gli inizi del Cinquecento, quando i Colonna concepirono l’idea di realizzare un giardino nella valle di Soglia. Qui avevano numerose proprietà e scorreva il Fossato, fiancheggiante la via pubblica che da Genazzano conduceva fino a Paliano. Nel giardino c’erano un lago e un Ninfeo. Furono individuati quattro gradoni che avrebbero articolato il lago in più specchi d’acqua su tre livelli. Il primo è all’altezza del Ponticello sul Fossato, a monte del Ninfeo, il secondo e il terzo all’altezza dei fianchi del Ninfeo, il quarto corrisponde alla diga esistente a sud del Ninfeo, nominata nei documenti come Muro Lungo.

Ninfeo del Bramante - Genazzano

Il “Ninfeo” vero e proprio consiste in un casino con facciata a loggia di tre campate, aperta verso la valletta e absidata sui due lati corti. Dietro al portico si estende in parallelo un ambiente rialzato costituito da tre vani rettangolari voltati a crociera, le cui pareti sono articolate da nicchie circolari e rettangolari e il vano centrale è absidato.

Ninfeo del Bramante a Genazzano - Facebook @prlocogenazzano

Ninfeo del Bramante a Genazzano – Facebook @prlocogenazzano

Sul fianco nord di questo ambiente si trova una stanza ottagona che presenta grandi nicchie disposte diagonalmente, con sedili al loro interno che consentivano di riposare al fresco dell’ombra e riparati dai getti d’acqua, e una vasca d’acqua circolare al centro. L’alimentazione doveva essere garantita da una sorgente vicina. Ai lati del corpo centrale della fabbrica ci sono due stanze quadrate con due rispettivi ambienti retrostanti.

La grandiosità e magnificenza di questa imponente opera, che coniuga le reminiscenze della classicità romana con le aspirazioni del classicismo rinascimentale, sono volte a creare un luogo suggestivo e magico, appartato sul bordo di un corso d’acqua e circondato dal verde dove il progettista ha voluto dare vita a un’armoniosa interazione tra l’uomo e la natura, testimoniando modelli di vita e di costume dell’aristocrazia rinascimentale.

 

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