Canino è famosa per l’olio DOP e la frittata di asparagi più grande d’Europa. Non solo. Qui nacque uno dei più grandi e controversi papi della storia rinascimentale, Paolo III Farnese, e fu eletto Principe Carlo Luciano Bonaparte, fratello dell’imperatore Napoleone I. Ecco la storia raccontata dai luoghi che 200 anni or sono entrarono nella vita della famiglia Bonaparte.

Torre di papa Paolo III – foto www.comune.canino.vt.it

Eh sì, questo borgo incastonato tra i monti di Castro e il mar Tirreno è la culla di duchi e principi e vanta un trascorso storico importante, di cui rimangono tracce evidenti in tutto il territorio.

ricostruzione della Tomba Francoise nel Museo Archeologico di Canino

ricostruzione della Tomba Francoise nel Museo Archeologico di Canino

Come se ciò non bastasse, Canino custodisce il museo di uno dei siti archeologici più importanti del Lazio, il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci e la tomba Francoise.

La Collegiata dei SS Giovanni e Andrea – foto www.comune.canino.vt.it

Canino fu la residenza della famiglia Farnese e accolse tra le sue mura il fratello di Napoleone Bonaparte, che qui visse e fu sepolto insieme con la famiglia nella Collegiata dei Santi Apostoli Giovanni e Andrea. La chiesa di fine Settecento custodisce opere di Domenico Corvi, Monaldo Monaldi e una Natività della cerchia del Perugino.

Palazzo Miccinelli – foto www.comune.canino.vt.it

Nel centro storico vi sono la fontana cinquecentesca realizzata su progetto del Vignola, la chiesa di Santa Maria della Neve e i palazzi Miccinelli e Bonaparte. Il 23 aprile 1804 arrivò a Roma Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone. Aveva lasciato Parigi per il grave dissidio con il Primo Console, sia per motivi politici sia a causa della ostilità di Napoleone nei confronti del suo secondo matrimonio con Alexandrine de Bleschamp. Qui la coppia conduceva una intensa vita mondana e intellettuale cui alternava i soggiorni nella quieta tuscolana della villa la Rufinella.

Palazzo Bonaparte a Canino

Palazzo Bonaparte – foto www.comune.canino.vt.it

Con l’occupazione francese dell’Urbe, nel febbraio del 1808, e la conseguente deportazione in Francia di papa Pio VII, Luciano insieme alla sua famiglia fu costretto ad abbandonare la Città Eterna. Dopo rocambolesche avventure approdarono sulle coste inglesi. In Inghilterra rimasero fino al 1814 e solo la generosità di Pio VII gli consentì di tornare in Italia, scegliendo, per motivi economici il buen retiro a Canino.

statua di Luciano Bonaparte a Canino

statua di Luciano Bonaparte a Canino – foto www.comune.canino.vt.it

Egli ricevette, infatti, il titolo di Principe di Canino e Musignano nel 1814 stabilendosi qui con la moglie Alexandrine de Bleschamp, per oltre vent’anni. Fu un principe illuminato e benefico. Di lui si ricordano il sostegno all’agricoltura e all’artigianato locale, la bonifica del territorio, la fondazione di una scuola e di un teatro, dove amava calcare la scena. Il Castello di Musignano fu la sua dimora preferita poiché in quelle sale raccoglieva gli splendidi oggetti greci ed etruschi provenienti dagli scavi di Vulci, prima di venderli. Nel 1853 i Torlonia acquistarono il complesso che è ancora di loro proprietà.

J.B. Wicar, Carlotta Bonaparte Gabrielli in abito da contadinella – foto www.museonapoleonico.it

Non è un caso che la primogenita Carlotta amò a tal punto il borgo maremmano da preferirlo alla moderna e più modaiola città di Parigi! La bellezza della principessa e il suo spirito indipendente la resero nota a Canino tanto da farsi ritrarre con gli abiti tipici da contadina caninese, con un cesto di fiori di campo e un bouquet. In questo modo volle lasciare un segno indelebile dell’affetto e dell’attaccamento alla propria terra.

statua di Luciano Bonaparte a Canino

statua di Luciano Bonaparte a Canino – foto www.comune.canino.vt.it

Maria Bonaparte era un’anima indomita e irrequieta e fuggì in gran segreto dal castello di Musignano per sposare il discendente di una famiglia di proprietari terrieri locali. La misfatta non andò a genio al nobile genitore ma “il figliol prodigo” fu accolta a casa Bonaparte perché, si sa, e figlie so’ piezz’ ‘e core.

 

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