Se in città piove sicuramente in montagna nevica. Ed è per dare forma alla nostra prima giornata sulla neve che seguiamo questa indicazione, ciaspolando sul Terminillo tra miti e leggenda. Nel salire i tornanti, le faggete perdono il loro colore autunnale e si tinteggiano di bianco.

Monte Terminillo

Arriviamo al parcheggio Rialto, nevischia e la temperatura è rigida. Ci armiamo di coraggio e con le ciaspole ai piedi iniziamo un percorso ad anello che ci porta alla spada della roccia nel punto panoramico dei Cinque Confini.

Monte Terminillo

Fu trovata per caso da due escursionisti del CAI nel 1978. Un tuffo nel passato, quando nel dicembre del 1307 cinque templari in fuga si trovavano accampati sulle pendici del Terminillo, la vetta che segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Si trattava del Maresciallo del Tempio Guy de La Roche e quattro cavalieri suoi confratelli.

Per sfuggire all’ordine di arresto emesso dal Papa Clemente V, il maresciallo Guy de la Roche decise di sciogliere il gruppo dal loro giuramento templare nella notte del solstizio d’inverno. Si spogliarono del loro mantello, si abbracciarono per l’ultima volta e si divisero per sempre mentre Guy de la Roche infiggeva la sua spada nella roccia. I cinque confratelli non si allontanarono di molto, uno di loro partecipò alla fondazione di Cittaducale, mentre gli altri si nascosero nelle comunità di Micigliano, Castel Sant’Angelo e Borgo Velino.

Monte Terminillo

La loro storia è stata raccontata nel testamento di Fra Bernardo, nuovo nome assunto da Guy de La Roche dopo aver deciso di seguire la regola francescana presso il Santuario della Foresta di Rieti. Sempre secondo la leggenda, finché la spada resterà infissa nella roccia, i 5 comuni che qui vedono incontrarsi i propri confini, resteranno uniti e invincibili. Ora siamo all’interno del cerchio magico e seguiamo ciò che la leggenda ci ha insegnato: non toccare la spada per avere fortuna. Vero o no, oggi siamo stati baciati dalla fortuna.

Monte Terminillo

Inforchiamo la pista da sci di fondo e ci addentriamo nel cuore della faggeta. Qui regna il silenzio, un tappetto bianco sotto gli alberi maestosi ci accoglie, i fusti alti con i loro rami spogli fanno penetrare la poca luce. Il percorso non ha molto dislivello, seguiamo la pista per circa 4 Km fino ad arrivare al belvedere dei Cinque Confini. Tra gli alberi della faggeta, il percorso in salita passa sopra piccoli ruscelli, con il rumore della neve ghiacciata sotto i piedi.

Monte Terminillo

Ancora incantati riprendiamo il nostro percorso. Non ha mai smesso di nevischiare e ora c’è nebbia, riusciamo a vedere ben poco ma ci ripromettiamo di tornare anche in primavera quando lo sguardo potrà perdersi verso l’orizzonte.

 

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