Cosa ci fanno le opere di Giorgio De Chirico nel Monastero di Santa Filippa Mareri? Borgo San Pietro, una piccola frazione di Petrella Salto, nasconde una storia incredibile e indissolubilmente intrecciata a quella del Lago del Salto.

Casa Madre delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri
Partiamo dalla Casa Madre delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri, riedificata intorno al 1940 a Borgo San Pietro con i resti dell’antico Monastero di Santa Filippa Mareri, sommerso nelle acque del lago del Salto.

antico monastero di Santa Filippa sommerso nel lago del Salto
Tutto iniziò nel 1936 quando Mussolini fece bonificare la valle del fiume Salto per realizzare una diga e alimentare la centrale idroelettrica di Cotilia e le acciaierie di Terni. Fu così che l’antico monastero di Filippa Mareri fu sommerso e il campanile fece capolino dall’acqua per molto tempo, prima di scomparire del tutto. Tutt’oggi questo meraviglioso “transatlantico” è sommerso nello specchio lacustre.

Statua di Santa Filippa
Chi era Filippa Mareri? Nata a Castel Mareri di Petrella Salto, Filippa Mareri visse all’inizio del 1200. Discendeva da una ricca famiglia locale che godeva di diritti di patronato sulle chiese locali.

la Grotta di Santa Filippa
Filippa fu coeva di San Francesco e Santa Chiara e, come loro, scelse di vivere in povertà in una grotta su una montagna vicino a Borgo San Pietro. Quando i suoi fratelli le donarono una villa e i diritti di patronato sull’adiacente chiesa di San Pietro, Filippa volle trasformarli in un monastero.
Per non infrangere il suo voto di povertà, chiese e ottenne la protezione della nuova comunità monastica a Papa Gregorio IX. La Bolla Papale che la sancì nel 1231 è oggi custodita nell’archivio della Casa Madre. Papa Gregorio IX stabilì anche che le monache seguaci di Filippa facessero parte dell’ordine di San Damiano, quell’ordine francescano femminile che di lì a poco diventerà quello delle clarisse di Santa Filippa.

la sputacchiera miracolosa di Santa Filippa
Perché Santa Filippa Mareri è poco conosciuta? Il 16 febbraio del 1236 Filippa muore di una malattia polmonare e si acclama la santità per i numerosi miracoli avvenuti. Nonostante esistano dei documenti episcopali nei quali la giovane monaca è chiamata Santa, non ci sono documenti ufficiali comprovanti il processo di canonizzazione. È molto probabile che l’assenza di tale documentazione abbia contribuito alla scarsa notorietà della Santa.

il cuore incorrotto di Santa Filippa
Secoli dopo alcuni miracoli riaccesero i dubbi sulla santità poco chiara di Filippa Mareri. Fu così che nel 1706 fu deciso di riesumarne il corpo. Incredibilmente, dopo 470 anni, il cuore era incorrotto. Questo simbolo di una vitalità mai estinta è tutt’oggi custodito nella Cappella del Monastero, accanto ad altri oggetti, come la sputacchiera che utilizzò la Santa durante la malattia mortale, tramite di numerosi miracoli.

la grata con i pungiglioni, simbolo della clausura
“o muro o marito”
Così le monache più anziane raccontano la clausura, da sempre l’unico modo per intraprendere una vita religiosa femminile mai sentita come una vocazione. Sin dall’inizio, la mancanza di notorietà di Santa Filippa permise alle monache di aprirsi al mondo pur essendo in clausura. In modo discreto, la vitalità è stata sempre la loro vera vocazione.
Nel 1905, le monache riuscirono a riscattare il monastero in un’asta andata miracolosamente deserta. Nel 1929, a seguito della richiesta del vescovo di allentare l’osservanza della clausura nei monasteri femminili, le clarisse di Santa Filippa poterono prendersi cura liberamente di orfani, malati e giovani studentesse.

la Cappella affrescata con le reliquie di Santa Filippa
“le opere di Dio si rinnovano non muoiono”
Così è scritto su una lapide nella Cappella. In seguito alla realizzazione del nuovo Lago del Salto, negli anni 50 le monache si spostarono più a monte e la vecchia Cappella fu smontata e ricostruita fedelmente nel nuovo Monastero. Intorno alle reliquie di Filippa Mareri sono custoditi strabilianti affreschi del 1400 e 1500.

l’affresco con i tre Santi
In un affresco di artisti umbro–marchigiani della metà del 1400, è ritratta Filippa, Sant’Antonio Da Padova e un altro Santo, forse Nicola da Tolentino. Osservando attentamente l’opera, si notano due dettagli straordinari per quel tempo: i tre santi hanno la Bibbia in mano con il dorso rivolto verso l’interno, quindi in atteggiamento di apertura della Parola di Dio ai fedeli.
Non solo. Santa Filippa è ritratta sullo stesso piano dei due uomini. Una postura curiosa e rivoluzionaria per una donna del suo tempo, un segno di autorevolezza riservato solo al clero maschile.

la Spezieria delle clarisse di Santa Filippa
Il Museo all’interno del complesso monastico raccoglie oggetti, arredi e suppellettili provenienti dall’antico Monastero abbandonato. In questo racconto secolare della quotidianità delle clarisse, spiccano i bauli con la dote, simbolo della povertà, gli strumenti della Spezieria, la filatura e la tessitura, simboli della relazione con il popolo, e, dulcis in fundo, le opere di Giorgio De Chirico.

Autoritratto di Giorgio De Chirico
Perché le opere di De Chirico sono in un monastero a Petrella Salto? De Chirico aveva una governante, Vincenzina, originaria di Petrella Salto. La giovane donna, non potendo farsi monaca perché orfana e bisognosa di lavorare, prestò servizio nella casa dell’artista e di sua moglie Isa, dagli anni 50 fino alla loro morte nel 1997. Fu proprio grazie a Vincenzina che i De Chirico iniziarono a trascorrere la villeggiatura a Petrella Salto.

l’Adorazione della Croce di Giorgio De Chirico
È così che le clarisse di Santa Filippa diventano le testimoni del senso religioso di De Chirico, un artista ritenuto anticlericale. Tra le opere nel Museo, lascito testamentario di De Chirico, spicca l’Adorazione di Cristo Crocifisso. Ai piedi della croce l’artista sceglie di ritrarre la Maddalena, un centurione e un cavallo: la peccatrice perdonata, il miscredente che si ravvede e il cavallo, la sua autorappresentazione. Tre simboli del riavvicinamento alla fede. Incluso il suo.

visita guidata appassionata nella Casa Madre delle Suore Francescane di Santa Filippa Mareri
Oggi, a Petrella Salto rimane una piccola comunità che custodisce e offre ai passanti questo sconosciuto patrimonio storico, spirituale e artistico. Le visite sono gratuite e guidate appassionatamente dalle clarisse di Santa Filippa.
