La Riserva Naturale Valle del Treja è un’area protetta di 800 ettari circa che si estende nelle province di Roma e Viterbo e comprende i comuni di Mazzano Romano e Calcata.

 Cascate di Monte Gelato, foto da Facebook @ParcoRegionaleValledelTreja

Cascate di Monte Gelato, foto da Facebook @ParcoRegionaleValledelTreja

La Riserva offre percorsi ed itinerari escursionistici immersi nella natura ed è il regno del Treja, un fiume poco conosciuto, affluente di destra del Tevere.
Il Treja sorge dai monti Sabatini e confluisce nel Tevere all’altezza di Civita Castellana. Sono circa 30 km di percorso in cui si alterna la campagna coltivata ad ambienti ancora selvatici.
Il territorio ha una lunghissima storia geologica, influenzata dalla presenza di grandi vulcani.
Le varie eruzioni hanno ricoperto le rocce e i terreni, mentre gli agenti atmosferici, insieme al lento scorrere delle acque del fiume Treja, hanno creato grandi solchi, che, nel corso dei secoli, sono diventate valli.
Il paesaggio si presenta ombroso e verdeggiante, dove le acque hanno scavato nei tufi vulcanici forre profonde ed estese.

Cascate di Monte Gelato vicino Mazzano Romano

Cascate di Monte Gelato vicino Mazzano Romano

Percorrendo gli antichi sentieri è possibile fare la conoscenza del territorio e della sua storia, o semplicemente meravigliarsi ammirando il corso del fiume Treja con le sue numerose cascate, delle quali la più nota è quella di Monte Gelato, molto apprezzata dagli amanti della fotografia naturalistica.
Le Cascate di Monte Gelato si trovano vicino Mazzano Romano e sono meta per molti escursionisti della domenica.
Le Cascate hanno da sempre attratto registi e pubblicitari. Il primo set cinematografico realizzato in questi luoghi fu quello di “Francesco, giullare di Dio”, un film di Roberto Rossellini del 1950. Da allora sono stati girati più di cento film presso le Cascate e lungo il fiume Treja.
Vicino alle Cascate c’è la Mola di Monte Gelato, un mulino dell’800 ben conservato e che all’interno ospita un punto informativo del Parco.
Da qui generalmente partono molte passeggiate che arrivano alle Cascate.

Sentiero nel Bosco del Castellaccio, foto da www.cascatemontegelato.it

Sentiero nel Bosco del Castellaccio, foto da www.cascatemontegelato.it

Il tipico paesaggio della zona è quello del bosco misto di querce. Nascosti dalla folta vegetazione si trovano i resti di un insediamento fortificato medievale noto oggi con il nome di “Castellaccio”. Tra esemplari di cerro e roverella, nel Bosco del Castellaccio troviamo anche arbusti come il corniolo e il biancospino. La vegetazione fitta si dirada e possiamo fare sosta in una delle molte aree pic nic.
Grazie alle attività escursioniste, adatte anche ai principianti è possibile dedicarsi alla scoperta di queste valli e del fiume, lasciandosi incantare dalle storie che raccontano, fra numerosi templi etruschi e resti di chiese medievali immersi tra boschi dalla vegetazione rigogliosa.
Tra i resti etruschi troviamo le necropoli de La Petrina e una tomba a camera costruita. Poco fuori dei confini della Riserva e tutto intorno il territorio è ricco di siti etruschi.

Narce, foto da Facebook @Museo Archeologico Virtuale di Narce

Narce, foto da Facebook @Museo Archeologico Virtuale di Narce

Ma il sito archeologico più imponente e rilevante all’interno della Riserva è quello di Narce.
Il complesso archeologico è formato dalle colline di Narce, Monte Li Santi e Pizzo Piede. Anche lungo il fiume Treja, ai piedi dell’acropoli di Narce è stato rinvenuto un sito che ha prodotto una stratigrafia di 5 metri. L’insediamento lungo il Treja ha inizialmente carattere provvisorio ed è riferibile alla cultura appenninica del 1400 a.C. Successivamente si formò un insediamento stabile che cronologicamente coincide anche con il primo insediamento sull’acropoli di Narce. Sono state ritrovate fibule di bronzo del XIII e XII sec. a.C. Da questo momento i due nuclei abitativi si svilupparono molto velocemente e solo molto dopo le popolazioni si stanziarono anche a Monte Li Santi (VI sec. a.C.) e Pizzo Piede (V sec. a.C.).
Il complesso di Narce pare fosse il principale centro di cultura falisca e etrusca del territorio e che fosse collegato alla vicina Veio.

Ingresso alla Tomba di Pizzo Piede, foto da www.cascatemontegelato.it

Ingresso alla Tomba di Pizzo Piede, foto da www.cascatemontegelato.it

Sull’acropoli di Pizzo Piede si possono ammirare le mura appartenute ad un tempio. La tomba di Pizzo Piede è una tomba a camera che probabilmente doveva ospitare una famiglia composta da una coppia con figlio. Del bambino si può ammirare ancora il piccolo letto funebre posto sulla parete di fondo.

L'ingresso di tre tombe a camera presso la necropoli di Monte Li Santi, foto da www.cascatemontegelato.it

L’ingresso di tre tombe a camera presso la necropoli di Monte Li Santi, foto da www.cascatemontegelato.it

Poco più a nord troviamo il tempio di Monte Li Santi e la necropoli di Monte Li Santi. Il Cavone di Monte Li Santi è una necropoli di dimensione monumentali collocata lungo una “via cava” tagliata nel tufo, da cui trae il nome. Nel complesso sono presenti sia tombe a fossa che tombe a camera, sia di piccole che di grandi dimensioni. Recentemente sono state aperte tre tombe a camera con ingresso decorato, con gli spazi ricavati per lo svolgimento delle attività di culto di fronte alle camere sepolcrali.

Votivi dal Santuario di Monte Li Santi - Le Rote, conservati presso il MAVNA, foto da wikipedia

Votivi dal Santuario di Monte Li Santi – Le Rote, conservati presso il MAVNA, foto da wikipedia

Il MAVNA è il museo dedicato alla falisca Narce e al territorio della Valle del Treja e si trova presso Mazzano Romano. Il museo è essenzialmente virtuale e racconta la storia di un popolo attraverso i ritrovamenti del territorio, la maggior parte dei quali è conservata in altri musei in Italia e all’estero.
La collezione di Narce è ospitata principalmente presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. Nel MAVNA troviamo anche una piccola collezione di reperti riferiti all’età del Bronzo e provenienti dalle necropoli etrusche del complesso archeologico.

Foto da Facebook @Museo Archeologico Virtuale di Narce

Quando le acque del fiume scorrono lente lo scenario si staglia fra maestosi esemplari di pioppi, olmi, ontani e salici ed una grande varietà di specie animali che popolano le acque del fiume.
Tra le specie animali possiamo incontrare la volpe, l’istrice, il tasso e il picchio mentre di notte fanno capolino il gufo, il barbagianni e l’allocco.
Nella parte centrale del parco, a sud di Calcata si trovano le alture di Pizzo Piede (224 m) e Monte Li Santi (214m).
Proprio sotto Calcata vecchia c’è la confluenza nel Treja di due torrenti, il Fosso della Mola e il Fosso della Selva.

Mazzano Romano, foto da www.mavna.it

Mazzano Romano, foto da www.mavna.it

All’interno del Parco troviamo i due borghi di Mazzano Romano e Calcata.
Mazzano Romano è stata territorio dei falisci e solo nel 241 a.C. i romani invasero tutta l’area. Nella zona troviamo numerose necropoli, che abbiamo già menzionato. Il borgo di Mazzano nasce intorno all’anno 750. Durante tutto il Medioevo il borgo diventa un punto di un certo rilievo in quanto attraversato da tre vie: la via Francigena, la via Amerina, che da Roma portava in Umbria e quello che oggi è noto come il cammino degli Angeli, che da Roma conduceva ad Assisi. Nel borgo si conservano numerose testimonianze architettoniche medievali e rinascimentali.

Borgo di Calcata

Borgo di Calcata

Calcata è appollaiata su un ammasso roccioso ed appare come un luogo in cui il tempo si è fermato, col tufo dei muri che si compenetra con quello della rupe. Nel 700 Calcata viene citata come centro di produzione agricola al servizio di Roma. Il Castello fu di proprietà prima della Chiesa, poi passò più volte di mano tra i Sinibaldi e gli Anguillara.

 

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