Meraviglia arroccata su uno sperone tufaceo nel Parco Naturale Regionale Valle del Treja, Calcata è stata eletta nel 2015 tra “Le 20 Città nella Roccia più spettacolari d’Italia” di Skyscanner.

A meno di 50 km sia da Roma che da Viterbo, il cosiddetto “borgo degli artisti” è tra i più suggestivi abitati in Italia ‘naturalmente’ fortificati, con le stradine tortuose, vietate alle automobili, spesso affacciate sugli incredibili panorami che le forre di tufo, rossastre, regalano.

Abbandonata dagli inizi del ‘900, Calcata negli anni ’60 è stata ‘occupata’ da artisti, attratti da questo borgo fermo nel tempo, ideale come fucina di arte e artigianato: meno di mille abitanti, culturalmente vivacissima, ospita associazioni culturali, convegni, concerti, spettacoli teatrali e mercatini per lo shopping più stravagante.

Calcata (VT)

Palazzo Baronale Anguillara

 

Nascosti sotto archi ricoperti d’edera, si trovano studi e botteghe di restauro, di artigianato del cuoio, della ceramica, del vetro; studi d’arte, creazioni di monili. Molti i locali caratteristici dove assaggiare tè, caffè, varietà di tisane anche esotiche, buon vino e piatti tradizionali o alternativi.

Il borgo s’impreziosisce con il medievale Palazzo Baronale Anguillara, location d’eccezione per mostre, convegni e matrimoni, e la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, con l’antico soffitto a capriate di legno e un bel fonte battesimale del secolo XVI.

Calcata

Il borgo di Calcata

Citata in romanzi e set di numerosi film e video musicali, la sua originale bellezza ha colpito artisti come Monicelli, che in “Amici miei” del 1975 ha ambientato qui la distruzione del paese, o Sergio Corbucci, che nella piazzetta ha girato molte scene de “La mazzetta”, del 1978, con Nino Manfredi e Ugo Tognazzi, e Andrej Tarkovskij, che nel film Nostalghia ha dedicato una lunga scena a Calcata. E ancora: se ne innamorò James Joyce; nel 1991 è stata citata da José Saramago nel romanzo “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” e Fabrizio De André nel 1980 vi ha ambientato il video di “Una storia sbagliata”.

Tra i piatti tipici, lo spezzatino di cinghiale e il saporitissimo sugo di pecora alla calcatese meritano un assaggio.

A settembre si celebrano i Santi Patroni Cornelio e Cipriano (il 16) e la Festa Celtica, mentre a novembre la Festa dell’Albero al Parco del Treja.

INFO UTILI
dist. da Roma 54 km
da non perdere Chiesa del Santissimo Nome di Gesù
sito web Comune di Calcata

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