Il Cesanese del Piglio DOCG vive nella prima parte dell’anno la sua stagione migliore in abbinamento ai più classici piatti della cucina ciociara. Già DOC dal 1973, il Cesanese del Piglio è diventato nel 2008 il primo vino DOCG del Lazio.

Si narra che un monaco benedettino di Cesena abbia impiantato la prima barbatella di questo pregiato frutto, da cui il nome di Cesanese. Non esistono documenti che lo attestino, ma è certo che il vitigno Cesanese e la produzione del vino siano da sempre in Ciociaria, tanto da essere uno dei vini più rinomati dell’antica Roma.

Il Cesanese del Piglio o Piglio “superiore” ha colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento. L’odore è intenso, ampio, con note fruttate. Il sapore è secco, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo e ha una gradazione tra i 13° e i 14° per la tipologia “superiore riserva”.

Le aree di produzione sono Acuto, Anagni, Paliano, Piglio, Serrone. Le operazioni di vinificazione e di elaborazione devono essere effettuate nel territorio delle province di Roma e Frosinone. I vitigni utilizzati sono Cesanese di Affile e Cesanese comune, con l’eventuale concorso di vitigni complementari per non oltre il 10%.

Deve essere servito a 16 – 18% in calici ballon, entro 3 – 5 anni dalla vendemmia. Il Cesanese del Piglio si assapora bene con salumi stagionati, bucatini all’amatriciana, primi piatti con sugo di carne, agnello alla cacciatora, pajata, fegatelli di maiale alla griglia, trippa in umido, pollame e coniglio arrosto. Le tipologie più o meno dolci e lo spumante vanno serviti in coppe larghe o flute a 6 – 8 °C e si accompagnano bene a dolci secchi, ciambelle e crostate di frutta.

 

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