A pochi giorni dalla scomparsa di Franco Zeffirelli, iniziano le rappresentazioni shakespeariane al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese e la stagione operistica estiva alle Terme di Caracalla, per molti simbolo dell’inizio dell’Estate (con la E maiuscola) romana. È come se Roma volesse salutare al meglio il Maestro omaggiandolo con alcune delle opere che egli stesso ha magistralmente trasferito in pellicola, proprio nella città dove ha scelto di finire i suoi giorni. Scopriamo quali!

Iniziamo il nostro tour con il dramma shakespeariano di “Giulietta e Romeo”. Lo vedremo a Caracalla con il balletto dal 30 luglio al 4 agosto e al Globe Theatre in sei serate in lingua inglese in chiusura del cartellone estivo 2019, ma rimangono indimenticabili le scene del film omonimo di Zeffirelli girate nel 1968 ad Artena e Tuscania, premiato con 2 Oscar e le nomination per miglior film e migliore regia. La storia d’amore per eccellenza, quella che vince i contrasti familiari, fu adattata per il pubblico cinefilo con due giovanissimi debuttanti, Leonard Whiting e Olivia Hussey, entrambi vincitori di un Golden Globe.
Numerosi e famosi i suoi azzardi cinematografici, scritturando attori alle prime armi, e altrettanto numerosi i momenti di cinema d’autore vissuti con artisti di fama internazionale come Giancarlo Giannini, Mel Gibson, Anna Magnani, Monica Vitti, Cher e altri.

“Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sarò più una Capuleti”.
Indelebili le parole del gioco amoroso tra i due protagonisti dal balcone del Palazzo Borghese di Artena, un rincorrersi di dubbi e di azzardi per capire se l’altro corrisponda il profondo sentimento e quanto sia disposto a rischiare. Un rischio che Romeo, dopo aver conosciuto la grazia di Giulietta, corre scavalcando le mura del palazzo per contemplarne la bellezza, nascosto tra le fronde degli alberi in giardino.

Siamo nel Palazzo Borghese, eretto dal Cardinale Scipione Borghese nel 1600 ad Artena, la più grande isola pedonale d’Europa arroccata sui Monti Lepini. A meno di un’ora da Roma, in questo borgo fermo nel tempo, tra i più vivibili al mondo, ancora si va a piedi seguendo il passo lento degli asinelli tra viottoli ciottolosi e rampe in pietra.

Artena

Spostiamoci a Tuscania, per scovare nella Tuscia viterbese, tra le piazze ornate da sculture e panorami al profumo estivo di lavanda, la chiesa di San Pietro, set romanico sia delle nozze nel presbisterio che del suicidio di Giulietta e Romeo, sugellato da parole d’amore soavemente struggenti: “Così, con un bacio, io muoio”.

Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli

Solo un anno prima, nel 1967, Liz Taylor e Richard Burton sono sulle scene de “La bisbetica domata”, la pellicola di Zeffirelli premiata con due nomination agli Oscar e campione d’incassi. Quest’anno, dal 19 luglio al 4 agosto, rivivrete le emozioni dell’opera di Shakespeare sulle tavole di legno del Globe Theatre a Villa Borghese, per ricordare le vicende della burla ai danni di un ubriaco che s’intrecciano a quelle di Caterina, l’intrattabile fanciulla vessata dal marito per domarla, dopo averla sposata con l’inganno.

Entriamo ora nel Parco del Treja, la riserva naturale tra Mazzano Romano e Calcata, a meno di 50 km da Roma, dove s’ode il fragore impetuoso delle acque del fiume Treja. Siamo alle cascate di Monte Gelato, dove Zeffirelli diede il “ciak si gira” alla scena di Maria che si scandalizza mentre Nino fa il bagno nudo insieme agli amici.

Monte Gelato – Foto di Antonino Scordo

È questo l’unico set fuori dalla Sicilia in cui fu girato “Storia di una capinera” nel 1994, il racconto dell’epidemia di colera nella Sicilia degli anni 50 che s’intreccia alla triste storia d’una ragazza costretta dalla famiglia a prendere i voti, pur provando forti sentimenti per il suo vicino di casa, Nino, che ricambia il suo amore. È la vicenda autobiografica di Giovanni Verga, dal cui romanzo epistolare omonimo è tratta la storia cinematografica.

Per le sue produzioni operistiche, ebbe il privilegio di lavorare nei maggiori teatri del mondo con “mostri sacri” del calibro di Placido Domingo, Luciano Pavarotti e Maria Callas, a cui dedicò il suo ultimo film “Callas forever”. Tra i tanti i capolavori del teatro lirico rinati nella versione cinematografica zeffirelliana, ricordiamo l’“Aida” e “La Traviata”, la storia, quest’ultima, dell’amore impossibile tra Violetta e Alfredo sulle note di Giuseppe Verdi, premiata con la nomination all’Oscar 1982 per la migliore scenografia. Quest’estate potrete riscoprire la magia di questi racconti operistici nel cartellone estivo a Caracalla, il primo dal 4 luglio al 3 agosto, e il secondo dal 19 luglio all’8 agosto.

Con cinque David di Donatello, due Nastri d’argento e due candidature personali all’Oscar, Franco Zeffirelli lascia al mondo intero un ricordo lungo quasi settant’anni, un patrimonio amato e conosciuto di capolavori cinematografici e teatrali, di prosa e lirici, senza dimenticare lo straordinario “Gesù di Nazareth” che, alla fine degli anni 70, tenne incollati alla televisione oltre un miliardo e mezzo di spettatori.

 


 

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