Ogni formaggio ha la sua stagione. Nel Lazio si preparano golosissimi dolci alla ricotta in Primavera, specialmente con la Ricotta Romana DOP. Ecco la sua storia e due ricette.

Il calendario del cibo nasce come idea dell’Associazione Italiana Food Blogger per diffondere la cultura e la tradizione gastronomica dell’Italia e far conoscere nel mondo le eccellenze dei territori e le ricette tramandate di generazione in generazione. Ogni specie di formaggio ha una sua stagionalità legata alla produzione del latte, alla sua lavorazione e alla stagionatura.

Il periodo migliore per degustare la ricotta fresca e per lavorarla nei dolci è sicuramente la primavera. Perché? Se in Primavera vi capita di percorrere la Campagna Romana, vi imbatterete in greggi al pascolo che si nutrono di saporite erbe primaverili, gli stessi che ritroverete nelle gustose ricottine.

Nella cucina romana, è molto frequente l’uso della ricotta nella preparazione di dolci, in bella mostra nelle pasticcerie dei Castelli Romani. Un esempio?

I ravioli ripieni di ricotta e cannella, ricotta e visciole, o ricotta e crema

Il gusto della ricotta è esaltato dalla pasta frolla friabile soprattutto se i ravioli sono fritti, ma altrettanto deliziosi al forno. La ricetta dei ravioli dolci con ricotta e cannella a Roma e dintorni è tramandata da sempre.

INGREDIENTI PER LA FROLLA:
300 g di farina 0
75 g di burro
75 g di strutto
150 g di zucchero
3 rossi d’uovo
Sale q.b.
Acqua q.b.
una pizzicata di cannella.

PER IL RIPIENO:
500 g di ricotta romana pecora
150 g di zucchero
2 o 3 uova intere
1 cucchiaino di cannella
2 cucchiaiate di scorza di cedro
Arancia candita

Stendere la pasta e adagiare a distanza dei cucchiaini di ricotta, spennellate gli spazi vuoti fra un mucchio e l’altro con uovo sbattuto e ricoprite con la seconda sfoglia pigiando delicatamente in modo da farle aderire. Tagliate con una rotella dentellata in modo da separarli e allineateli in una teglia leggermente unta, dorate con uovo battuto e infornate.

Nell’Agro Pontino, un dessert tipico è la caciata di Sezze. La ricetta è semplice, realizzata con la ricotta di pecora prodotta dai pastori locali, amalgamata con uova, cannella, rhum e zucchero. Il tutto cotto in forno per circa 30 minuti in una tortiera rivestita di pasta frolla, realizzata con lo strutto.

Una ricetta della Tuscia Viterbese testimonia che anche nel nord del Lazio viene usata la ricotta per farcire un dolce dall’aspetto particolare. Quale?

Le Fregnacce o Stracci Dolci

Dette anche frittelloni, pizzacce o bertolacce, sono un dolce tipico della Tuscia, a base di formaggio. Ricordano molto le crepes e si possono realizzare anche nella versione salata.

“Le fregnacce sò bone calle o ghiacce”

Si narra che la sua origine sia contadina e che questo piatto si portasse in campagna nel tempo della raccolta, in quanto buono sia caldo che freddo.

INGREDIENTI:
Farina di grano
Sale
Olio d’oliva
Formaggio
Uova e latte
Ricotta
Zucchero
Marmellata di visciole

PREPARAZIONE:
In una ciotola unite farina, un pizzico di sale, acqua fredda, uova e il latte. Mescolate fino a formare una pastella, che porrete in frigo a riposare per circa due ore. Ungete una padella versando un cucchiaio d’olio e fatelo riscaldare. Appena la padella sarà ben calda versate un mestolo di pastella, spargetela fino a creare uno strato sottile. Quando i bordi si staccano, rigiratela e lasciate cuocere ancora qualche secondo. Preparate un grande piatto rotondo e adagiate le fregnacce una sull’altra. Appena le fregnacce saranno pronte, conditele, una per volta, con ricotta, pecorino e marmellata. Richiudetele formando dei rotoli e spolverizzate con altro zucchero.

 

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