Nel Lazio, non è 1° maggio senza fave e pecorino e il Concertone storico in piazza San Giovanni in Laterano! Camminate con noi nella storia e nelle storie che hanno trasformato fave e pecorino in un must in questo giorno di festa anche al Concerto più atteso dell’anno.

Facebook @Proloconepi

La tradizionale giornata all’aria aperta risale ai tempi degli antichi Romani. Si celebrava l’arrivo della Primavera con un menù ricco di leccornìe. L’abbinamento “fave e pecorino” con un bicchiere di vino esaudiva il desiderio di sfiziarsi con qualcosa di economico e facile da preparare. A Nepi il pecorino romano “tradisce le fave” e fa coppia fissa con il salame cotto, soprattutto durante la sagra che li vede protagonisti proprio a maggio.

fave e Pecorino Romano DOP

fave e Pecorino Romano DOP

Ma perché i nostri avi hanno scelto questi due prodotti come simbolo della Festa di Primavera? Le fave crescevano nelle terre affacciate sul Mediterraneo già nel Neolitico. Inizialmente i Greci ritenevano che le macchie nere a forma di Tau sul fiore bianco indicassero il principio della parola tanatos, ovvero “morte”. Inoltre dai gambi cavi credevano che le anime dei defunti risalissero dall’Aldilà.

Fave dei Morti o Dolci

Pitagora descrive il baccello come l’accesso al mondo dei morti e i semi come custodi delle loro anime. Da qui l’usanza ancora viva di mangiare le “fave dei morti” per Ognissanti, i biscotti di mandorle tipici di Roma e dell’Italia centrale. Platone sosteneva che le fave lo privasse della tranquillità spirituale necessaria nella ricerca della verità. E ancora, il sacerdote di Giove non poteva mangiarla né toccarla, il Pontefice Massimo neanche nominarla. Tutta colpa del baccello indigesto! Ma questo si scoprì molto più in là.

Finalmente si inizia a dare alla fava il significato positivo di “generatrice di vita” quando si riscontra una certa affinità estetica di baccelli e semi con il corpo maschile e femminile. In questa nuova veste, la troviamo nelle celebrazioni della dea Flora, protettrice della natura in fiore. Fu così che il lancio dei baccelli si considerò di buon auspicio.

Dalla prosperità al potere afrodisiaco il passo fu breve soprattutto quando gli scienziati moderni confermarono la presenza di principi attivi che aumentano la libido. Divenne un elemento irrinunciabile nelle ricette della tradizione culinaria romana, associato spesso e volentieri a un’altra prelibatezza regionale, il Pecorino Romano DOP.

ANGUILLARA SABAZIA-TREVIGNANO ROMANO-ROMA cacio fiore

cacio fiore

Sin dai tempi della Roma Antica, Plinio il Vecchio e Ippocrate spiegano i metodi di produzione di questa delizia dei palati dei Latini. Rientrava persino nella dieta dei legionari prima delle battaglie per la facile conservazione e digeribilità.

Forse non tutti sanno che nel Lazio c’è un suo illustre antenato, il Cacio Fiore. È un formaggio di latte crudo ovino con l’aggiunta di caglio ricavato dal fiore di carciofo della Campagna Romana. Ed ecco svelato il significato del nome “bucolico” di questo Presidio Slow Food dal 2005 prodotto a Roma, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano.

Ma torniamo al Pecorino Romano DOP. Insieme alle tenere fave romanesche si serve tradizionalmente alla fine dei pranzi luculliani nella Festa del 1° Maggio o Maggetto.

vignarola romana

vignarola romana

Quando si parla di fave, salta subito in mente la Vignarola Romana. Questo delizioso contorno o piatto unico è un mix di cipolle, carciofi romaneschi, piselli, fave, lattuga romana e tanto Pecorino Romano DOP. Prende il nome dai “vignaroli”, i contadini che, dopo il duro lavoro nei campi, si deliziavano con i sapori tipici di maggio non scevri dalle decantate doti afrodisiache.

Ora sapete cosa mangiare e qualche aneddoto. Siete pronti a godervi il Concertone del Primo Maggio!

 

Social share
SCOPRI ANCHE

Via Appia Antica inserita nel Patrimonio UNESCO

L’antico tracciato della via Appia è stato ufficialmente inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La sua bellezza universale appartiene all’umanità.

Parco Naturale Regionale Appia Antica

Il Parco Regionale dell’Appia Antica è l’area protetta urbana più estesa d’Europa. Il parco parte dalle mura Aureliane e arriva fino a Frattocchie.

Il pastorello di Vitorchiano che salvò Roma

I Musei Capitolini ospitano Lo Spinario, la statua raffigurante Marzio, pastorello di Vitorchiano seduto su una roccia intento a togliersi una spina dal piede.

Come un etrusco nella Necropoli Banditaccia

La Banditaccia è l’unico luogo dell’antica Etruria dove la necropoli è rimasta esattamente come la vedeva un antico etrusco. Per questo è un sito Unesco.

Castel Gandolfo e la prima cassetta postale

Nella piazza principale del borgo di Castel Gandolfo, guardando bene sul muro tra il Municipio e la Posta c'è una importante Buca delle Lettere. Come recita la targa in alto, è la prima Buca delle corrispondenze del mondo, realizzata nel 1820. Il 23 novembre di...

Orie Terme di Amatrice, a spasso con i daini

Una passeggiata in un’oasi naturale a Configno, frazione di Amatrice, accompagnati da daini e cervi, i versi del Cantico delle creature e la poesia di De Andrè.

L’anello tra monte Fogliano e l’eremo di San Girolamo

Andiamo alla scoperta dell’anello tra monte Fogliano e l’eremo di San Girolamo, passeggiando nell’incanto tra luoghi poco noti nella Tuscia Viterbese. 

Il Parco Naturale di Pantanello

Il Parco Naturale di Pantanello a Cisterna di Latina ha una superficie di 100 ettari e fa parte del Monumento Naturale “Giardino di Ninfa”. 

Le 3 donne che idearono il Giardino di Ninfa

E come per ogni favola che si rispetti, apriamo il grande libro sulla storia di tre nobildonne che hanno fatto la storia del Giardino di Ninfa!

12 Passeggiate tra 7 fiori in fiore nel Lazio

È tempo di vivere la natura in fiore in 12 passeggiate dalle mille sfumature di colori di 7 fiori in fiore nel Lazio, dalla Primavera fino all’Estate!