Conosci l’Alta Tuscia? Oggi andiamo da Nepi a Castel Sant’Elia alla scoperta di alcune meraviglie che non ti aspetti, nascoste in pochi chilometri.

Castello dei Borgia – Rocca di Nepi

Siamo a Nepi, uno dei punti di accesso all’antica Etruria affacciato da uno sperone di tufo, una peculiarità affascinante dei borghi dell’Alta Tuscia. Impossibile non notare la Rocca, voluta nel 1450 dai Borgia e poi trasformata dai Farnese.

E cos’altro c’è da vedere in questo borgo medievale? Ciò che impressiona è il protagonismo dell’acqua. Cinto da due gole percorse da torrenti, Nepi è la Città dell’Acqua, lo porta scritto nel nome. Famosa quella da bere per la sua effervescenza naturale, per le antiche terme dei Gracchi e per l’acquedotto, opera del Vignola del 1727. Ma la sua potenza si scatena nella Cascata dei Cavaterra. È nel cuore del borgo di Nepi ma non c’è un sentiero per raggiungerla. Lo scroscio si fa sentire ma lascia ammirare solo da lontano i suoi giochi scenografici d’acqua ai piedi della Rocca dei Borgia.

Cascata dei Cavaterra

A meno di 200 metri vi aspetta un gioiello ben più nascosto: la Cascata del Picchio. Che poi, a guardar bene, sono due le cascate e si tuffano per 15 metri nella vegetazione “amazzonica”. Non è facile raggiungerla addentrandosi nelle boscose vallate dalla natura selvaggia, ma lo spettacolo inatteso merita tutta la fatica.

Nepi è una delle ultime tappe sulla Via Francigena del Nord in territorio viterbese là dove s’incrocia con la Via Amerina, a pochi chilometri dalle meraviglie di Castel Sant’Elia. Andiamo a vedere quali sorprese ci aspettano! Entriamo nella valle Suppentonia in questo borgo su un pianoro tufaceo e delimitato da due profondi burroni. Domina il fondovalle la Basilica di S. Elia che dà il nome al borgo, uno scrigno di sorprese nell’Agro Falisco. Si narra che sorga dove Nerone fece erigere un Tempio a Diana Cacciatrice. Quel che è certo è che la basilica fu costruita nell’anno Mille.

Castel Sant’Elia

Bisogna camminare sulla Via dei Santi per raggiungere la Basilica di Sant’Elia, un viottolo campestre che si apre sul protagonista d’uno stupefacente effetto a contrasto: un frastuono di colori all’interno racchiuso in un esterno dalla semplicità disarmante.

Basilica di Sant'Elia

Basilica di Sant’Elia

Le sue forme architettoniche sono infatti in stile romanico ma all’interno pullula di colori e immagini, dal pavimento cosmatesco fino all’abside straordinariamente affrescato e alla croce cosmatesca sopra il ciborio dell’altare maggiore.

interno della Basilica di Sant'Elia

interno della Basilica di Sant’Elia

La Basilica di Sant’Elia è parte del Santuario di Santissima Maria ad Rupes, meravigliosamente scavato nel tufo.
Tutto iniziò nel 520, quando alcuni eremiti scelsero di fermarsi nelle cavità delle pareti tufacee. Solo nell’anno Mille i monaci benedettini costruirono la Basilica di Sant’Elia. Il Santuario fu abbandonato nel 1200 e solo dopo 5 secoli Fra’ Rodio scavò per 14 anni un cunicolo nella rupe con i 144 scalini che permettono ai pellegrini di scendere direttamente alla Grotta Santa. Qui si cela la Madonna ad Rupes, una tela del 1500 della Vergine con il Bambino che si narra abbia sostituito un antichissimo affresco consumato dal tempo e dall’acqua. Il quadro è una delle rare rappresentazioni della Madre in adorazione del Figlio dormiente sulle sue gambe. Accanto alla Scalinata di Fra’ Rodio c’è la discesa del Belvedere, un’alternativa meravigliosamente panoramica per raggiungere la Grotta Santa.

E voi, conoscete queste meraviglie?

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