Il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani copre l’area dell’antico apparato vulcanico dei Colli Albani per un’estensione di 15.000 ettari. 
Il Parco comprende i seguenti comuni: Albano, Ariccia, Castel GandolfoCiampinoFrascatiGenzano di RomaGrottaferrataLanuvioLarianoMarinoMonte CompatriMonteporzio CatoneNemiRocca di PapaRocca PrioraVelletri.

 

Veduta del Lago Albano da Castel Gandolfo

Veduta del Lago Albano da Castel Gandolfo

 

Il Parco dei Castelli Romani si estende in forma circolare attorno al Monte Tuscolo. Il territorio è caratterizzato da un andamento prevalentemente collinare che assume connotazione montana nelle zone di Rocca Priora e Rocca di Papa.
Caratterizzano il parco ampie aree boschive, rilievi collinari con pascoli, vigneti ed uliveti e soprattutto i laghi, che occupano il fondo dei crateri: il Lago di Nemi e il Lago di Albano.
Sul fertile terreno vulcanico crescono infatti faggi, querce, tigli, aceri, carpini, frassini, lauri, noccioli e numerose altre specie legnose.
Le faggete in particolare si possono ammirare nella zona di Monte Artemisio (Velletri) a 812 m e di Monte Cavo (Rocca di Papa) dove a 949 m vi sono esemplari che sfiorano addirittura i 20 metri di altezza.
Nelle zone più calde ed esposte a sud è stata progressivamente introdotta la coltura di olivi, viti e soprattutto castagni che oggi rappresentano la forma di vegetazione più diffusa nel paesaggio dei Castelli Romani.

 

Riserva naturale di Tor Caldara con la torre difensiva nel comune di Anzio

Riserva naturale di Tor Caldara con la torre difensiva nel comune di Anzio

 

La Riserva naturale di Tor Caldara è un lembo di terra che si estende tra i comuni di Anzio e Lavinio per 44 ettari e rappresenta una rara testimonianza delle foreste litoranee che un tempo popolavano il Lazio meridionale. La riserva termina verso il mare.
Considerata Zona Speciale di Conservazione (ZSC), a livello europeo la riserva presenta in un fazzoletto di terra tanti habitat differenti e unici tra cui dune fossili frequentate da gruccioni, piccoli uccelli variopinti tipici di queste zone. La foresta mediterranea che ricopre la riserva è costituita in prevalenza da sempreverdi con la predominanza del leccio. La riserva è popolata da circa cinquanta specie di uccelli, rettili, anfibi, tartarughe e mammiferi vari. All’interno il territorio è caratterizzato da piccole sorgenti sulfuree. La Torre da cui la riserva prende il nome è della metà del Cinquecento ed era luogo di avvistamento dei pirati saraceni, permettendo di controllare la costa da Tor San Lorenzo ad Anzio.

 

Bosco della Sugherata di Pomezia foto da parchilazio.it

Bosco della Sugherata di Pomezia foto da www.parchilazio.it

 

La Riserva naturale Sugherata di Pomezia è un altro polmone verde nel verde del Parco circondato dalla città di Pomezia. E’ un bosco di diversi arbusti tra cui è presente il leccio ma in cui predominano gli alberi da sughero, presente a macchia di leopardo in tutto il Mediterraneo, ma rari nel Lazio.
E’ attraversata da sentieri facilmente percorribili che offrono uno splendido paesaggio, e il fresco vento del mare in un luogo di ristoro nelle calde estati della riviera. Il Biotopo della Sugherata permette la convivenza di uccelli, talpe, conigli, lucertole, gechi, anfibi, pipistrelli, chiocciole e lumache, farfalle, insetti, ma anche animali più imponenti, quali cinghiali. Il sottobosco è ricco di funghi, muschi, licheni, orchidee, fiori e frutti selvatici.

Nel Parco si trova anche il Monumento Naturale Madonna della Neve, in località Rocca Priora, istituito per preservare l’istrice, la volpe, l’upupa e la poiana. Nell’area, di un’estensione di tre ettari, si evidenzia la presenza dominante di boschi di castagno e la composizione fioristica tipica del sottobosco.

 

Lago di Nemi

Lago di Nemi

 

Altro aspetto paesaggisticamente molto interessante che è possibile trovare all’interno del parco sono i due laghi di origine vulcanica di Nemi e Albano o di Castel Gandolfo.
Il Lago di Nemi è situato a 316 m s.l.m., con una profondità di 25 m (meno profondo rispetto a quello di Albano) e un’estensione di 1,67 Kmq. Piacevoli e comode passeggiate conducono nella pace dei boschi che riempiono rigogliose le pendici circostanti. Avvolto da una leggenda che circolava già nel I sec. d.C., riguardante la misteriosa sparizione sul fondo del lago di due navi gigantesche, “Nemi” prende il suo nome da Nemus Danae, bosco sacro dedicato alla Dea, che pare sorgesse non lontano dal lago.
Noto infatti fin dall’antichità col nome di specchio di Diana, sulle rive del lago si trovano ancora i resti del tempio dedicato alla Dea, che evidenziano l’importanza storica da sempre assegnata al luogo.
Le due navi, lunghe 70 e larghe più di 25 metri, sembrerebbero invece essere state fatte costruire dall’imperatore Caligola proprio in onore della Dea della Caccia. Delle navi resta traccia nel Museo ad esse dedicato a Nemi.

Il Lago Albano o di Castel Gandolfo è il più grande nel territorio dei Castelli Romani, ha una forma ellittica originata dall’unione di due crateri e raggiunge circa 3,5 km di lunghezza e 2,8 km di larghezza. La sua profondità massima è di circa 170 metri. Le ripide coste del lago hanno consentito la conservazione delle antiche selve caratterizzate dal bosco misto. Sui costoni rocciosi del lago Albano nidifica uno dei predatori alati in assoluto più spettacolari, il Falco Pellegrino. Anche il Lago di Albano è stato da sempre oggetto di interesse. I primi insediamenti repertano un villaggio palafitticolo, utilizzato poi in epoca romana per lo svolgimento delle naumachie, dall’epoca dell’imperatore Costantino e per secoli passò di proprietà da Abbazie a Basiliche fino a divenire di proprietà della Camera Apostolica nell’Ottocento e ad oggi è di pertinenza della Provincia di Roma.
Circondano il lago Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Marino.

 

Tusculum, teatro romano del I sec. d.C. foto da www.tuscolo.org

Tusculum, teatro romano del I sec. d.C. foto da www.tuscolo.org

Il Parco dei Castelli Romani non è solo luogo di bellezze naturalistiche ma è impregnato si storia, cultura e archeologia.
Il cuore culturale del Parco è rappresentato dal Parco archeologico di Tuscolo  – Monte Porzio Catone – dove sorgono i resti dell’antica Tusculum, fondata secondo la leggenda da Telegono, mitico figlio di Ulisse e della Maga Circe. Sorta intorno al X sec. a.C. divenne la residenza privilegiata di imperatori, senatori e letterati, tanto che qui trova sede la villa di Cicerone in cui scrisse le Tuscolanae Disputationes. Attraverso le vie basolate e quel che resta degli edifici del foro, si arriva al Teatro che ancora oggi rappresenta il simbolo e il fulcro del parco, in cui vengono rappresentate opere del teatro classico.
Tra i reperti archeologici di grande interesse nel Parco c’è l’Anfiteatro di Albano, nell’antichità spesso chiamato Coliseum, dove ancora oggi soprattutto nel periodo estivo si svolgono spettacoli di intrattenimento.

 

Tempio di Giunone Sospita a Lanuvio

Tempio di Giunone Sospita a Lanuvio

 

A Lanuvio è possibile visitare il Tempio di Giunone Sospita, edificato verso la fine del IV sec. a.C., un importante luogo di culto per i Romani, dove ogni primavera si svolgeva un importante rito propiziatorio per il raccolto in cui giovani fanciulle offrivano focacce ad un grosso serpente.
I Cisternoni di Albano Laziale sono un esempio di ingegneria romana di splendida bellezza e pienamente visitabili. Costruite tra il II e il III sec. d.C. e grandi quanto una basilica a cinque navate servivano per rifornire d’acqua l’accampamento della Seconda Legione Pratica.
Non distante dall’abitato di Rocca di Papa, addentrandoci nel bosco di castagni che la circonda, si trova un luogo estremamente suggestivo in cui è possibile percorrere una splendida passeggiata: la tagliata delle Grotte Cave, molto simile alle cave etrusche. Sempre in questa zona si può visitare l’antica area archeologica di Grotticelle, antiche tombe rupestri.
Non lontano dal lago di Castel Gandolfo vi è l’Eremo di Sant’Angelo in Lacu, antico luogo di culto precristiano sul quale si innesta una comunità monastica.

 

Villa Aldobrandini a Frascati

Villa Aldobrandini a Frascati

 

Di grande interesse storico sono anche le 12 Ville Tuscolane, presenti nei comuni di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata, ville del Cinquecento con spettacolari giardini all’italiana. Note soprattutto come ville di rappresentanza, ville mentre nel territorio circostante si praticava l’agricoltura, le più importanti sono: Villa Aldobrandini, Villa Falconieri, Villa Torlonia, Villa Grazioli, Villa Rufinella, Villa Mondragone.
Da visitare anche la dimora barocca del Bernini Palazzo Chigi ad Ariccia.

 

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